- TITOLO ORIGINALE: NAMIYA ZAKKATEN NO KISEKI;
- REGIA: RYUICHI HIROKI;
- CAST: TOSHIYUKI NISHIDA, RYOSUKE YAMADA, MACHIKO ONO, NIJIRO MURAKAMI, KANICHIRO, KENTO AYASHI, RICO NARUMI, MUGI KADOWAKI, MASATO HAGIWARA;
- DURATA: 129minuti;
- ANNO: 2017;
- GENERE: FANTASTICO, DRAMMATICO;
- VOTO: 8.
Il JFF Theatre riesce sempre a regalare piccole chicche difficili da trovare sulle piattaforme di streaming più conosciute e, anche questa volta, non ha deluso le aspettative. The Miracle of the Namiya General Store è uno di quei film che, una volta terminati, lasciano addosso una sensazione difficile da spiegare, il desiderio di continuare a vivere quella storia e, nel mio caso, anche la voglia di recuperare il romanzo da cui è tratto. È un film delicato, emozionante e profondamente umano, capace di intrecciare il destino di numerosi personaggi in una narrazione che parla di speranza, seconde possibilità e dell’importanza di una semplice parola al momento giusto.
Trama
Negli anni Ottanta, Yuji Namiya è il proprietario di un piccolo emporio molto conosciuto nel quartiere. Il negozio è diventato speciale grazie a una curiosa iniziativa, quando è chiuso chiunque può imbucare una lettera attraverso la fessura della saracinesca per chiedere un consiglio su un problema della propria vita. Namiya legge ogni messaggio e risponde personalmente, lasciando la risposta all’interno di una scatola del latte appesa all’esterno del negozio. Molti anni dopo, nel 2012, tre giovani ragazzi, Atsuya, Shota e Kohei, trovano rifugio proprio all’interno di quel negozio ormai abbandonato dopo aver commesso un reato. Convinti di trascorrere lì soltanto una notte, assistono invece a un evento inspiegabile. Una lettera viene misteriosamente infilata sotto la saracinesca, nonostante all’esterno non ci sia nessuno. È una richiesta di consiglio indirizzata proprio al negozio Namiya. Leggendola, i tre scoprono con stupore che la lettera è stata scritta nel 1980, ben trentadue anni prima. Per curiosità decidono di rispondere e, da quel momento, il vecchio emporio rivela il suo incredibile segreto. Attraverso quello scambio di lettere, passato e presente iniziano a intrecciarsi, dando vita a una serie di storie apparentemente indipendenti che finiranno per unirsi in un unico grande racconto, rivelando il passato del signor Namiya e il modo in cui le sue parole abbiano cambiato il destino di molte persone.
Impressioni
Quando sono arrivato ai titoli di coda mi sono ritrovato sospeso tra la voglia di piangere e quella di sorridere. The Miracle of the Namiya General Store è uno di quei film che riescono a emozionare, affidandosi alla forza dei suoi personaggi e alla naturalezza con cui le loro vite si intrecciano. L’opera è tratta dall’omonimo romanzo di Keigo Higashino e, pur non avendo ancora letto il libro, non ho mai avuto la sensazione di trovarmi davanti a un adattamento incompleto. È vero, alcuni personaggi avrebbero meritato qualche approfondimento in più, ma la regia riesce comunque a costruire un quadro narrativo molto chiaro e coinvolgente. Dopo aver apprezzato The Sickness Unto Love, Noise, Ride or Die e Tokyo Love Hotel, anche questa volta Ryuichi Hiroki conferma tutta la sua sensibilità nel raccontare le emozioni umane. La narrazione procede con grande equilibrio, alternando momenti più intimi ad altri ricchi di speranza, senza mai perdere il filo conduttore della storia. L’aspetto che ho apprezzato maggiormente è il modo in cui tutte le vicende si intrecciano con estrema naturalezza. All’inizio sembrano racconti indipendenti, ma poco alla volta ogni tassello trova il proprio posto fino a costruire un mosaico narrativo sorprendente. Le storie di Katsuro, il musicista/pescivendolo, di Midori e di sua figlia, di Harumi costretta a svolgere due lavori e di tanti altri personaggi finiscono tutte per convergere verso il signor Namiya e i tre ragazzi, dando vita a una narrazione che emoziona proprio per la sua semplicità e autenticità. È uno di quei film che ricordano come anche un piccolo gesto, una parola o un consiglio dato con sincerità possano cambiare completamente la vita di qualcuno. Anche il cast contribuisce in maniera decisiva alla riuscita del film e su tutti spicca Toshiyuki Nishida, straordinario nel ruolo del signor Namiya. La sua interpretazione mi ha colpito profondamente, soprattutto nelle scene ambientate in ospedale, dove trasmette tutta la fragilità e l’umanità del personaggio. In quei momenti mi si è davvero stretto il cuore. Il resto del cast è composto da interpreti di grande livello. Ritroviamo Ryosuke Yamada, già visto in Fullmetal Alchemist, Machiko Ono, che avevo recentemente apprezzato in A Family, sempre intensa ed espressiva, Nijiro Murakami, conosciuto in Alice in Borderland, e Mugi Kadowaki, vista in Aristocrats, Asakusa Kid e Hibana: Sparks. Un vero super cast che contribuisce a rendere ogni storia credibile e coinvolgente.
Conclusione
The Miracle of the Namiya General Store è un film delicato e ricco di umanità che racconta il valore dell’empatia, delle seconde occasioni e dei legami invisibili che uniscono le persone, anche attraverso il tempo. Ryuichi Hiroki realizza un’opera capace di emozionare senza forzature, affidandosi a una narrazione coinvolgente, a un cast eccellente e a personaggi che rimangono impressi anche dopo la fine della visione. È uno di quei film che riescono a lasciare una piacevole sensazione di speranza e che fanno venire voglia di conoscere ancora di più la storia originale scritta da Keigo Higashino. Consigliatissimo.
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Sento di aver ricevuto una meravigliosa ricompensa alla fine della mia vita.
dal film The Miracle of the Namiya General Store di Ryuchi Hiroki.
