The sickness unto love


  • TITOLO ORIGINALE: KOI NI ITARU YAMAI;
  • REGIA: HIROKI RYUICHI;
  • CAST: KOTARO DAIGO, AOBA KAWAI, ATSUKO MAEDA, TSUBASA NAKAGAWA, SHUGO SHINARI;
  • DURATA: 109minuti;
  • ANNO: 2025;
  • GENERE: DRAMMATICO;
  • VOTO: 8.

Terzo film della mia personale rassegna al Far East Film Festival 2026, The Sickness Unto Love è un’opera che si presenta fin da subito come qualcosa di particolare, quasi criptico. Un film che scava nella psicologia dei personaggi e non concede mai un vero momento di pausa, costringendo lo spettatore a restare costantemente dentro ai suoi dubbi e alle sue domande.

Trama

Nozomu è un ragazzo appena trasferito in città, pronto a iniziare una nuova vita frequentando il liceo locale. Di fronte a casa sua vive Kei, la ragazza più popolare della scuola, una figura carismatica che sembra esercitare un’influenza naturale su chiunque le stia intorno. Il primo giorno di scuola Nozomu viene preso di mira dai compagni a causa della sua timidezza, ma è proprio Kei a intervenire in suo aiuto, fingendo di conoscerlo da tempo e proteggendolo da quella situazione. Da quel momento tra i due nasce un rapporto sempre più stretto, fatto di conversazioni e una complicità che cresce rapidamente. Nozomu, però, inizia a notare qualcosa di strano. Kei è sempre al centro dell’attenzione e ogni sua parola sembra avere un peso assoluto sugli altri, è come se tutti le obbedissero senza mai metterla in discussione. Un giorno Kei introduce Nozomu a Blue Morpho, un misterioso gioco online che sottopone i partecipanti a prove di coraggio sempre più estreme, con conseguenze tragiche per chi non riesce a superarle. Dopo un episodio di bullismo ai danni di Nozomu, uno dei ragazzi coinvolti, Akira, viene trovato morto in circostanze apparentemente riconducibili a un suicidio, ma Nozomu inizia a collegare i punti. Molti studenti sembrano coinvolti nel gioco e forse quella morte non è un caso isolato. Mentre la polizia indaga, emerge lentamente una rete invisibile che sembra manipolare pensieri e azioni, trascinando tutti in un meccanismo più grande e oscuro.

Impressioni

The Sickness Unto Love è un film che gioca costantemente sull’ambiguità, non offre risposte immediate, anzi, costruisce la sua forza proprio nel lasciare lo spettatore in uno stato di incertezza continua. La narrazione si sviluppa scavando poco alla volta nella psicologia dei personaggi, mostrando legami, fragilità e contraddizioni senza mai esplicitarli del tutto. Al centro ci sono Nozomu e Kei, il cui rapporto si muove tra attrazione, dipendenza e una sottile sensazione di manipolazione che attraversa tutto il film. È interessante come la verità resti nascosta fino alle fasi finali, quando finalmente alcuni elementi vengono chiariti. Il film non vuole sorprendere, ma far pensare. Uno dei temi più forti è sicuramente la vulnerabilità, cioè quanto sia facile lasciarsi influenzare, anche inconsciamente, fino a compiere gesti estremi. A questo si aggiunge il desiderio di evasione, di una vita diversa, migliore, che spinge i personaggi verso scelte sempre più rischiose. L’intera narrazione assume così i contorni di un gioco perverso, a tratti incomprensibile, ma che, riflettendoci, risulta fin troppo plausibile. Il film riesce a muoversi su più livelli, intrecciando il lato oscuro di Internet con la fragilità emotiva dell’adolescenza e con quella forma instabile e totalizzante che può assumere l’amore giovanile. Colpisce anche la rappresentazione della crudeltà tra ragazzi, una violenza che non è solo fisica, ma psicologica, sottile, capace di assumere forme sempre nuove e disturbanti. Se devo sintetizzare la sensazione che mi ha lasciato, direi questo è un film in cui tutto è e tutto non è. Per quanto riguarda la recitazione, è forse l’aspetto più altalenante. In alcuni momenti le interpretazioni non risultano del tutto convincenti, soprattutto nelle espressioni e nelle movenze. Tuttavia, con il progredire della storia, anche gli attori sembrano crescere insieme ai personaggi, arrivando a una resa complessiva comunque credibile. Il film è tratto dall’omonimo romanzo di Shasendo Yuki, e si inserisce nella filmografia del regista Ryuichi Hiroki, già noto per opere come Ride or Die, Noise e Tokyo Love Hotel, confermando ancora una volta la sua capacità di raccontare storie particolari e profondamente umane.

Conclusione

The Sickness Unto Love è un film che non cerca di piacere a tutti. È complesso, a tratti spiazzante e richiede attenzione e partecipazione. Più che una storia è un’esperienza che porta a riflettere su dinamiche reali e inquietanti, nascoste sotto la superficie della quotidianità. Un film che non si limita a raccontare, ma insinua dubbi. Consigliatissimo.

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Ho un animo puro, quindi la mia prossima vita sarà meravigliosa.

dal film The Sickness Unto Love di Hiroki Ryuichi.