- TITOLO ORIGINALE: KANOJO?;
- REGIA: RYUICHI HIROKI;
- CAST: KIKO MIZUHARA, HONAMI SATO, YOKO MAKI, ANNE SUZUKI, TETSUSHI TANAKA;
- DURATA: 142minuti;
- ANNO: 2021;
- GENERE: DRAMMATICO;
- VOTO: 7,5.
Uscito ormai da qualche tempo su Netflix, ho finalmente recuperato Ride or Die, intenso film diretto da Ryuichi Hiroki, regista che avevo già avuto modo di apprezzare con Noise. Fin dalle prime scene si percepisce come questa non sia una semplice storia d’amore, ma un racconto che affronta temi molto più profondi, come la violenza domestica, il senso di colpa, la ricerca della propria identità e il bisogno di trovare qualcuno disposto ad accettarci per quello che siamo. È un film che punta soprattutto sulle emozioni dei suoi personaggi, lasciando che siano i loro silenzi, i loro sguardi e le loro fragilità a guidare l’intera narrazione.
Trama
La protagonista è Rei, una donna che fin dai tempi del liceo è segretamente innamorata della sua compagna Nanae, senza però essere mai riuscita a dichiararle apertamente i propri sentimenti. Dopo gli anni della scuola le loro vite prendono strade completamente diverse e il tempo le allontana. Un giorno, però, Nanae ricompare improvvisamente nella vita di Rei chiedendole aiuto. Il suo corpo è coperto di lividi e le sue parole sono disperate. Se il marito continuerà a vivere, sarà lei a togliersi la vita. Per Rei quella richiesta rappresenta un punto di non ritorno. Ancora profondamente innamorata di Nanae, decide di compiere il gesto più estremo, uccidere il marito della donna che ama, accettando fin da subito le conseguenze delle proprie azioni pur di salvarla. Da quel momento le due iniziano una lunga fuga attraverso il Giappone, durante la quale saranno costrette a confrontarsi con il proprio passato, con le ferite mai rimarginate e con un rapporto che, viaggio dopo viaggio, cambierà profondamente.
Impressioni
Ride or Die mi ha colpito soprattutto per l’intensità emotiva dei suoi due personaggi principali. L’intero film si regge sulle interpretazioni di Kiko Mizuhara, nel ruolo di Rei, e Honami Sato, che interpreta Nanae. Entrambe offrono una prova convincente e riescono a trasmettere con grande naturalezza il complesso rapporto che lega le due protagoniste. Nel corso della storia assistiamo a una continua evoluzione dei loro sentimenti e del loro modo di affrontare il dolore, rendendo il viaggio non soltanto fisico, ma soprattutto interiore. Rei è senza dubbio il personaggio che mi ha colpito maggiormente. Il suo amore incondizionato per Nanae la porta a compiere scelte estreme, sacrificando completamente la propria esistenza pur di dare una possibilità alla persona che ama. È una protagonista tormentata, combattuta tra ciò che ritiene giusto e ciò che il cuore le impone di fare. Se devo trovare un limite al film, riguarda il ritmo della narrazione. Con una durata di circa due ore e venti minuti, Ride or Die presenta alcuni momenti decisamente più lenti del necessario. Ci sono sequenze che sembrano interrompere il naturale sviluppo della storia e che, almeno personalmente, avrebbero potuto essere alleggerite senza compromettere il racconto. Anche alcune scene, come quella del viaggio in macchina con il tassista, mi sono sembrate poco funzionali alla narrazione e contribuiscono ad allungare il film più del necessario. Allo stesso tempo, però, questa lentezza possiede anche un lato positivo. Proprio grazie ai tempi dilatati il regista riesce ad approfondire la psicologia di Rei, mostrando con calma il suo conflitto interiore, il peso delle sue decisioni e l’intensità del sentimento che prova nei confronti di Nanae. È una scelta narrativa che può risultare impegnativa, ma che permette allo spettatore di comprendere meglio la complessità dei personaggi. Ryūichi Hiroki conferma ancora una volta la sua capacità di raccontare le fragilità umane con grande sensibilità. Anche in questo film mette al centro le emozioni dei protagonisti, lasciando che siano loro a guidare la storia più ancora degli eventi stessi.
Conclusione
Ride or Die è un film intenso che racconta un amore assoluto, capace di superare ogni limite morale e personale, ma anche una storia di dolore, rinascita e ricerca di sé. Pur soffrendo di qualche momento eccessivamente dilatato, riesce a coinvolgere grazie alle ottime interpretazioni di Kiko Mizuhara e Honami Sato, che sostengono sulle proprie spalle gran parte del peso emotivo della narrazione. È una visione che richiede pazienza, ma che sa ripagare lo spettatore con una storia sincera e ricca di emozioni. Consigliato.
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Revisione della recensione il 25-06-2026
Sorridi quando menti e sei molto carina quando lo fai. Per mandarmi la vita a rotoli basta solo un Tuo sorriso.
dal film Ride or Die di Ryuichi Hiroki.
