Tokyo Love Hotel


  • TITOLO ORIGINALE: SAYONARA KABUKICHO;
  • REGIA: RYUICHI HIROKI;
  • CAST: SHOTA SOMETANI, ATSUKO MAEDA, LEE HEUN-WOO;
  • DURATA: 135minuti;
  • ANNO: 2014;
  • GENERE: DRAMMATICO;
  • VOTO: 7.

Tokyo Love Hotel è uno di quei film che, leggendo la sinossi, riesce subito a catturare l’attenzione. L’idea di seguire le vite di diversi personaggi che si intrecciano nell’arco di una sola giornata all’interno di un love hotel di Kabukicho mi aveva incuriosito parecchio e le aspettative erano decisamente alte. Grazie a MyMovies, che lo aveva reso disponibile in streaming durante l’iniziativa #iorestoacasa, ho finalmente avuto l’occasione di recuperarlo. La visione si è rivelata piacevole, anche se accompagnata da un pizzico di delusione.

Trama

La storia segue Toru, un giovane che vive insieme alla fidanzata Saya, una musicista che sogna di costruirsi un futuro nel mondo della musica. Toru, però, nasconde un importante segreto, dopo essere stato licenziato da un prestigioso hotel a cinque stelle, non ha trovato il coraggio di confessarlo a Saya e ora lavora all’Hotel Atlas, un love hotel situato nel quartiere di Kabukicho. Nel corso di una sola giornata e di una lunga notte, il piccolo hotel diventa il punto d’incontro di numerose vite destinate a sfiorarsi. C’è Heya, una escort sudcoreana prossima al rientro nel suo Paese, insieme al fidanzato Chong-su, con il quale sta vivendo gli ultimi momenti prima della separazione. C’è Satomi, impegnata in una corsa contro il tempo affinché il reato commesso dal proprio compagno cada in prescrizione. Si aggiungono poi la sorella di Toru, impegnata nelle riprese di un film per adulti proprio all’interno dell’hotel, la giovane Hinako, avvicinata da Masayo, e infine la stessa Saya, che si presenta all’Hotel Atlas accompagnata dal proprio datore di lavoro. Per Toru saranno ore decisive, durante le quali dovrà confrontarsi con le proprie scelte, con le bugie raccontate alle persone che ama e con le tante storie che si intrecciano tra le mura dell’albergo.

Impressioni

Fin dalle premesse Tokyo Love Hotel sembra avere tutte le caratteristiche per diventare un grande film. La struttura narrativa, basata sull’intreccio di più storie che si sviluppano nello stesso luogo e nello stesso arco temporale, è molto interessante e invoglia immediatamente a proseguire la visione. Durante lo svolgimento, però, ho avuto la sensazione che il film non riuscisse a sfruttare completamente il proprio potenziale. Molti personaggi vengono introdotti con idee davvero interessanti, ma alcune delle loro vicende rimangono soltanto accennate. Mi è mancato un maggiore approfondimento psicologico, che avrebbe reso ancora più coinvolgenti le diverse storie raccontate. Di conseguenza, alcuni eventi finiscono per scorrere con una certa superficialità e non riescono sempre ad avere il peso emotivo che avrebbero meritato. L’eccezione, almeno per quanto mi riguarda, è rappresentata dalla storia di Heya e Chong-su. Pur non essendo i protagonisti principali, sono proprio loro a diventare il cuore emotivo del film. Il loro rapporto, segnato dall’imminente separazione e dai sentimenti contrastanti che entrambi provano, è raccontato con grande sensibilità e riesce a coinvolgere molto più di altre vicende presenti nel film. Anche l’interpretazione di Lee Eun-woo è davvero convincente, riesce a trasmettere con naturalezza rabbia, fragilità, tristezza e amore, dando vita a un personaggio intenso che rimane impresso anche dopo la fine della visione. Ogni sua espressione contribuisce a rendere credibili le emozioni di Heya e, nei momenti più delicati, è riuscita davvero a coinvolgermi. Quando sorride, inoltre, mi ha ricordato molto Ryoko Hirosue, che molti conoscono anche per il film Wasabi. È stata una somiglianza che ho notato più volte durante la visione. Dal punto di vista registico, Ryuichi Hiroki conferma ancora una volta il proprio interesse per i rapporti umani e per i personaggi segnati da difficoltà personali. Anche in questo caso riesce a raccontare con sensibilità le fragilità dei suoi protagonisti, pur lasciando la sensazione che alcune storie avrebbero potuto essere sviluppate maggiormente.

Conclusione

Tokyo Love Hotel è un film che parte da un’idea molto affascinante e che riesce a regalare diversi momenti di grande intensità emotiva. Pur soffrendo di una caratterizzazione non sempre approfondita di alcuni personaggi, conserva un fascino particolare grazie all’intreccio delle varie vicende e ad alcune interpretazioni davvero riuscite, su tutte quella di Lee Eun-woo. Non lo considero un capolavoro, ma è uno di quei film che, pur con qualche limite, riescono comunque a lasciare qualcosa allo spettatore. Consigliato.

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Revisione della recensione: 25-07-2026

Non riesco a descriverlo a parole, non voltarti verso di me, ho gli occhi colmi di lacrime.
Sembra che sarà un lungo viaggio. Ed è diverso da un arrivederci.

dal film Tokyo Love Hotel di Ryuichi Hiroki.