Cells at Work


  • TITOLO ORIGINALE: HATARAKU SAIBO;
  • REGIA: HIDEKI TAKEUCHI; CAST: MEI NAGANO, TAKERU SATOH, MANA ASHIDA, SADAWO ABE, KOJI YAMAMOTO, RIISA NAKA, WAKANA MATSUMOTO, SHOTA SOMETANI, KATO RYO, ITAGAKI RIHITO, KYOKO FUKADA;
  • DURATA: 110minuti;
  • ANNO: 2024;
  • GENERE: FANTASTICO;
  • VOTO: 7,5.

Avevo voglia di un film leggero, senza impegno, e mi sono imbattuto in Cells at Work! senza grandi aspettative. E invece… sorpresa!

Trama

Niko è una ragazza che vive con suo padre Shigeru, un uomo trasandato e poco incline a prendersi cura di sé. Lei invece prova costantemente a spronarlo verso uno stile di vita più sano, sopratutto dopo la prematura scomparsa della madre, ma con scarsi risultati.
Nel frattempo, dentro i loro corpi, si combatte un’altra battaglia, quella delle cellule che lavorano senza sosta per mantenere l’organismo in vita. Nel corpo di Niko seguiamo le disavventure di AE3803, un globulo rosso sbadato ma determinato, e U1146, un globulo bianco serio e letale nella lotta contro i microrganismi invasori come virus, batteri e altri nemici della salute. Nel corpo di Shigeru, però, la situazione è disastrosa, le vie sono intasate da spazzatura cellulare (colesterolo), la circolazione è compromessa, e tutte le cellule faticano a tenere il sistema in piedi. Le cose precipitano quando, nel corpo di Niko, un globulo bianco impazzisce dando origine a una forma di leucemia. Inizia così una lotta senza precedenti, dove le cellule da sole non bastano più…

Impressioni

Cells at Work! è la trasposizione in live action del manga di Akane Shimizu, ed è un vero mix tra divertimento, follia e didattica. Premetto che non ho mai letto il manga né visto l’anime, che avevo sempre evitato per via di uno stile grafico che non mi convinceva. Ma questo film, grazie al trailer e ai suoi colori, mi ha incuriosito da subito. L’idea alla base è ottima, cioè quella di raccontare le funzioni del corpo umano come se fosse una grande città abitata da cellule-personaggi, sembra un parco dei divertimenti, e ognuno ha il proprio ruolo. I globuli bianchi sono guerrieri implacabili, i globuli rossi sono addetti alle consegne, le cellule T sono nere e combattono sempre in gruppo, e così via. Il tutto condito da momenti esilaranti, gag sopra le righe e spiegazioni pseudo-scientifiche che, seppur grottesche, aiutano a capire qualcosa in più del nostro corpo. Certo è che siamo nel pieno stile giapponese di overacting, cioè il personaggio di U1146 è il classico eroe serio, che combatte con sguardo duro e movenze da samurai-matrix, AE3803, invece, è l’immancabile personaggio kawaii, un po’ goffa, sempre allegra ma determinata. I “cattivi” (cioè i virus e i batteri) sono pazzi, urlanti, ridicoli, con risate diaboliche e look esagerati. Alcuni sembrano usciti da un cartone anni ’80. Eppure, nonostante questi cliché e un certo gusto pacchiano, il film è piacevole. Si ride, ci si diverte, e a tratti ci si emoziona, come durante l’arco narrativo della malattia di Niko o le scene ambientate nel corpo ormai al collasso del padre. La parte sulla colite, ad esempio, è talmente assurda da risultare comica. Un punto a favore del film è il cast di attori famosi. Ci sono nomi importanti come Takeru Satoh (visto in Rurouni Kenshin e First Love), Mei Nagano (vista in Jigoku no Hanazono Office Royale), Sadawo Abe ( visto in After Life e Kamikaze Girls) e Shota Sometani (visto in Lumberjack the Monster). Una squadra ben assortita che ha saputo giocare con i propri ruoli, regalando interpretazioni sopra le righe ma efficaci nel contesto surreale del film.

Per chi è della mia generazione, non può che paragonare questa produzione con “Alla Scoperta del Corpo Umano”, serie anime francese che ho amato tantissimo, ma Cells at Work! è qualcosa di diverso, è un film che a volte non va preso troppo sul serio, e forse proprio per questo funziona. È colorato, stravagante, a tratti demenziale, ma sotto sotto offre anche buoni spunti educativi.

Conclusione

Cells at Work!, nonostante l’esagerazione e i personaggi iper-caratterizzati, si lascia guardare con piacere, soprattutto se si ha voglia di qualcosa di diverso dal solito, regalando uno spaccato originale del corpo umano, tra battaglie contro virus e consegne di ossigeno. Consigliato.

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dal film anime Cells at Work.