- TITOLO ORIGINALE: KAIBUTSU NO KIKORI;
- REGIA: TAKESHI MIIKE;
- CAST: KAZUYA KAMENASHI, SOMETANI SHOTA, NANAO, RYO YOSHIOKA, KEISUKE HORIBE;
- DURATA: 110minuti;
- ANNO: 2023;
- GENERE: HORROR, POLIZIESCO;
- VOTO: 7,5.
Attirato dal trailer e dal famoso regista, Takeshi Miike, ho deciso di guardare un film, che nonostante l’apparenza iniziale, mi ha stupito e appassionato.
Trama
Akira Ninomiya è un avvocato brillante e spietato, un uomo privo di scrupoli, capace perfino di uccidere per coprire i suoi crimini e quelli di un medico amico, coinvolto in oscuri esperimenti sui corpi. Tutto cambia quando, una sera, Akira viene brutalmente aggredito da un individuo mascherato, che assomiglia incredibilmente al mostro protagonista di un vecchio libro per bambini. Armato di un’ascia, l’assalitore tenta di ucciderlo, ma Akira riesce a salvarsi per un soffio, riportando però una ferita alla testa. Da quel momento inizia per lui un’ossessiva caccia all’uomo, vuole scoprire chi si cela dietro quella maschera mostruosa e perché ha cercato di ucciderlo. Ma qualcosa è cambiato dentro di lui, nascono dubbi, ripensamenti e brevi squarci di consapevolezza che si fanno strada nella sua mente un tempo lucida e glaciale, è come se quella ferita avesse scalfito anche la sua coscienza. Nel frattempo la polizia apre un’indagine su una serie di omicidi brutali, tutti commessi con un’ascia, asportando il cervello. Le vittime sono persone legate, in un modo o nell’altro, ad un passato dall’apparenza scollegato. È lo stesso mostro che ha aggredito Akira? E perché sta seguendo proprio lui?
Impressioni
Lumberjack The Monster è un film firmato dal celebre regista Takeshi Miike, maestro del cinema giapponese, che ancora una volta ci regala le sue iconiche scene intrise di sangue e tensione. Ma non si tratta di violenza fine a se stessa, qui il gore, non esagerato, diventa parte integrante dell’atmosfera narrativa, contribuendo a rendere la storia più cupa, inquietante e stranamente affascinante. La trama parte in modo apparentemente prevedibile, con un sapore da thriller già visto, ma ben presto cambia marcia e prende una piega inaspettata, con colpi di scena ben piazzati che tengono alta l’attenzione fino alla fine. Il motore della storia è il protagonista, interpretato da Kazuya Kamenashi. La sua freddezza disumana, la lucidità con cui elimina chiunque intralci il suo cammino, ricordano da vicino Light Yagami di Death Note, ma qui non ci sono quaderni, e Akira si sporca le mani per davvero, rendendo il personaggio ancora più disturbante e affascinante da seguire. Un po’ meno riuscito il reparto investigativo, il team di poliziotti guidato dall’attrice Nanao fatica a convincere, anche a causa di una recitazione a tratti troppo rigida e poco naturale. Nonostante ciò, il cast nel complesso svolge un lavoro solido, riuscendo a far emergere i tratti più disturbanti e psicologicamente complessi della vicenda
Conclusione
Lumberjack The Monster è un thriller che parte in sordina ma colpisce duro, con una narrazione che evolve e una riflessione inquietante sulla moralità e l’identità. Un film consigliato a chi ama i thriller psicologici con un tocco horror e soprattutto a chi conosce lo stile unico di Miike. Consigliato.
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C’è un buon motivo per tornare a essere normale?
dal film Lumberjack the monster.
