- TITOLO ORIGINALE: SUPOTONIKU NO KOIBITO;
- SCRITTO DA: HARUKI MURAKAMI;
- ANNO DI PUBBLICAZIONE IN ITALIA: 2001;
- ANNO DI PUBBLICAZIONE IN GIAPPONE: 1999;
- EDITO IN ITALIA DA: EINAUDI;
- VOTO: 7,5.
La ragazza dello Sputnik è uno di quei romanzi che lasciano qualcosa, non tanto per ciò che raccontano, ma per quanto evocano, l’assenza, la distanza, l’impossibilità di afferrare davvero l’altro, anche quando lo si ama.
Trama
Sumire è una giovane donna idealista, disordinata, affascinata dalla letteratura beat e completamente devota al sogno di diventare una scrittrice. Nella sua vita entra Myu, donna elegante, più grande di lei, sposata e ricchissima, per la quale Sumire prova un amore assoluto e incontrollabile. Myu, pur mostrandole affetto e vicinanza, sembra però incapace di ricambiare quel sentimento sul piano fisico e forse anche emotivo, come se un velo la separasse dal mondo reale. A raccontare la loro storia è un narratore senza nome, insegnante elementare, amico fedele e segretamente innamorato di Sumire. Quando Sumire scompare misteriosamente durante un viaggio in Grecia con Myu, il protagonista parte per cercarla, trovandosi a fronteggiare un enigma che va oltre la razionalità e che mette in discussione le coordinate stesse del reale.
Impressioni
La ragazza dello Sputnik è un romanzo dolce e malinconico, impregnato di silenzi e sguardi mancati, di desideri non ricambiati e connessioni spezzate. Murakami, con la sua prosa limpida e sospesa, costruisce una storia in cui l’amore si muove come un satellite, destinato a sfiorare gli altri corpi senza mai toccarli davvero. I personaggi sono profondamente umani e fragili. Per esempio Sumire incarna il desiderio di autenticità, Myu la paura del passato, il narratore la quieta sofferenza di chi ama senza essere amato. La sensazione costante è quella di una distanza incolmabile, una deriva silenziosa dell’anima. Non mancano i classici elementi surreali alla Murakami, ma sono sempre al servizio della riflessione interiore.
Conclusione
La ragazza dello Sputnik regala un racconto struggente sull’impossibilità dell’amore assoluto e sulla solitudine che abita anche le relazioni più intime, un romanzo che parla piano, ma che arriva dritto al cuore. Consigliato.
Revisione della recensione: 19-05-2019.
