- TITOLO ORIGINALE: UTAKATA / SANKUCHUARI;
- SCRITTO DA: BANANA YOSHIMOTO;
- ANNO DI PUBBLICAZIONE IN ITALIA: 2026;
- ANNO DI PUBBLICAZIONE IN GIAPPONE: 1988;
- EDITO IN ITALIA DA: NARRATORI FELTRINELLI.
- VOTO: 9.
Normalmente i libri non li trovo io, sono loro che trovano me. È una cosa strana, ma spesso funziona proprio così, entro in una libreria, giro tra gli scaffali e all’improvviso qualcosa attira la mia attenzione in un angolo. E lì trovo il libro che finirò per leggere e, quasi sempre, amare. Questa volta però non è andata così. Come un miraggio di Banana Yoshimoto non mi ha chiamato dagli scaffali, ma sono stato semplicemente avvisato che era uscito un suo nuovo libro. E quando esce qualcosa di Yoshimoto, per me è quasi automatico, lo prendo in mano e inizio a leggerlo. Banana Yoshimoto resta una delle mie autrici preferite e con questo libro mi sono ritrovato, in un certo senso, a viaggiare nel tempo…
Trama
Il libro è composto da due racconti distinti, entrambi legati ai temi cari all’autrice, i rapporti familiari, le ferite interiori e il lento percorso di guarigione.
Nel primo racconto conosciamo Toriumi, una ragazza che vive con la madre e che ha un rapporto molto complicato con il padre, uomo praticamente assente e dal carattere difficile, capace di ferire profondamente chi gli sta intorno. Un giorno la madre decide di partire con lui per un viaggio in Tibet, quasi come ultimo tentativo di recuperare qualcosa del loro rapporto. Toriumi resta spiazzata da questa decisione, consapevole di che tipo di persona sia suo padre, ma mentre cerca di fare i conti con questa situazione, incontra per caso un ragazzo di nome Arashi. Tra i due nasce un legame particolare, quasi inspiegabile, come se una forza invisibile li avesse messi sulla stessa strada. Quando la madre torna dal viaggio, è in condizioni di forte malessere e Toriumi si ritrova a prendersi cura di lei, affrontando una fase delicata della propria vita. Il secondo racconto ha come protagonista Tomoaki, un giovane segnato da un lutto recente che lo ha lasciato sospeso in una quotidianità grigia, incapace di ritrovare un senso alle cose. Durante una vacanza al mare incontra Kaoru, una donna che piange sulla riva. Quel momento diventa l’inizio di un dialogo inatteso. Anche Kaoru porta dentro di sé una ferita profonda. I due iniziano a conoscersi e scoprono di vivere non lontano l’uno dall’altra, a Tokyo. Nasce così un rapporto fatto di ascolto reciproco, che forse potrà aiutarli a ricominciare.
Impressioni
Come un miraggio mi ha sorpreso completamente, non tanto per le storie in sé, quanto per la sensazione che mi ha lasciato durante la lettura, come quella di tornare indietro nel tempo. Mentre leggevo continuavo a pensare che questa non è la Yoshimoto che ho conosciuto negli ultimi dieci o quindici anni. C’era qualcosa di diverso, un qualcosa di più acerbo, più giovane. Io cerco sempre di informarmi il meno possibile su ciò che leggerò e quindi non sapevo che questi racconti fossero stati scritti subito dopo il successo mondiale di Kitchen e pubblicati per la prima volta in Italia solo nel 2026. Ecco spiegata quella sensazione! In queste pagine ho ritrovato la Yoshimoto degli inizi, quella che avevo scoperto con NP e poi con Kitchen e Tsugumi. La scrittura infatti sembra più giovane, forse più acerba, ma anche incredibilmente fresca. Non è la Yoshimoto matura e profondamente analitica degli ultimi anni, che continuo ad amare moltissimo, ma una versione diversa della stessa autrice. E, lo ammetto, forse per effetto nostalgia, questo tipo di scrittura mi ha colpito particolarmente. Non perché sia migliore o peggiore, ma perché mi ha riportato alle sensazioni delle mie prime letture di Yoshimoto. Le due storie sono dolce-amare, delicate e parlano ancora una volta di perdita, di solitudine e della possibilità di ricominciare. Temi che Yoshimoto riesce sempre a raccontare con una semplicità sorprendente.
Conclusione
Come un miraggio è un piccolo libro che offre uno sguardo prezioso sulla Yoshimoto degli inizi. Due racconti semplici, ma emotivamente intensi che mostrano la sensibilità narrativa che renderà l’autrice una delle voci più riconoscibili della letteratura giapponese contemporanea. Per chi ama Banana Yoshimoto è una lettura quasi nostalgica, ma per chi la scopre ora, potrebbe essere una porta d’ingresso in un mondo fatto di emozioni sottili e di storie capaci di toccare il cuore con grande delicatezza. Consigliatissimo.
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I suoi occhi avevano un’espressione dolce, come schiuma sull’acqua che viene riassorbita dal mare.
dal libro Come un miraggio di Banana Yoshimoto
