L’arte di correre


  • TITOLO ORIGINALE: HASHIRU KOTO NI TSUITE KATARU TOKI NI BOKU NO KATARU KOTO;
  • SCRITTO DA: HARUKI MURAKAMI;
  • ANNO DI PUBBLICAZIONE IN ITALIA: 2009;
  • ANNO DI PUBBLICAZIONE IN GIAPPONE: 2007;
  • EDITO IN ITALIA DA: EINAUDI EDITORE;
  • VOTO: 7.

Quando si pensa a Haruki Murakami,vengono subito in mente mondi sospesi, personaggi solitari, jazz in sottofondo e atmosfere notturne, ma L’arte di correre ci mostra un altro Murakami, quello concreto, disciplinato, fisico. Nel 1981, dopo aver chiuso il Peter Cat, il jazz bar che aveva gestito per sette anni, Murakami decide di dedicarsi esclusivamente alla scrittura. È un momento di svolta e insieme alla scrittura arriva un’altra scelta radicale. Smettere di fumare sessanta sigarette al giorno e iniziare a correre.

Trama

L’arte di correre è un memoir scritto nell’arco di tre anni, una riflessione personale che intreccia scrittura e attività fisica. Murakami racconta la nascita della sua routine. Quattro ore di scrittura al mattino, poi dieci o più chilometri di corsa nel pomeriggio. Con il tempo, la corsa da semplice abitudine si trasforma in una pratica costante, quasi necessaria. Partecipa a ventiquattro maratone, affronta una ultra maratona di cento chilometri e prende parte a diverse gare di triathlon. Un episodio centrale è il viaggio in Grecia, dove percorre per la prima volta l’intero tragitto classico della maratona. Un’esperienza che lo segna profondamente e rafforza la convinzione che la corsa non sia solo uno sport, ma qualcosa di più intimo e strutturale. Nel libro Murakami alterna ricordi personali, riflessioni sulla fatica fisica e considerazioni sulla scrittura come attività rischiosa, quasi pericolosa. Scrivere significa confrontarsi con i lati oscuri del proprio essere, e la corsa diventa un modo per eliminare le “tossine” emotive e mentali generate dal processo creativo.

Impressioni

L’arte di correre non è un romanzo e non è nemmeno un manuale sportivo. È una meditazione sulla disciplina, sulla perseveranza e sulla necessità di trovare un equilibrio tra mente e corpo. Ho trovato affascinante il parallelo continuo tra scrittura e corsa, perché per Murakami entrambe richiedono costanza, resistenza, capacità di sopportare la fatica. Non si tratta di talento improvviso, ma di allenamento quotidiano. Il libro è scritto con un tono limpido, diretto, quasi minimalista, non c’è retorica motivazionale, non c’è celebrazione eroica della sofferenza, ma ci sono momenti di debolezza, di esaltazione, di dubbio, sensazioni che chiunque abbia corso una lunga distanza può riconoscere. Soprattutto emerge una verità semplice e cioè per Murakami correre non è competizione contro gli altri, ma confronto con se stesso. Una strategia di sopravvivenza, come la definisce lui stesso.

Conclusione

L’arte di correre è un libro intimo, riflessivo, che offre uno sguardo prezioso sull’uomo dietro lo scrittore. Non svela segreti narrativi o retroscena letterari spettacolari, ma mostra il lavoro silenzioso che sta dietro ogni pagina. È una lettura che parla di disciplina, di resistenza e di equilibrio. Consigliato.

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Revisione della recensione: 25-04-2021.