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Waiting in the dark

Michiru è una giovane ragazza cieca che vive con il padre. Le sue giornate sono molto monotone, al mattino si sveglia, apre la finestra, prepara la colazione, saluta il padre, fa le faccende di casa senza mai uscire per far compere, aspetta il ritorno del padre, prepara la cena e va a letto. Ogni suo giorno è scandito in questo modo, alcune volte però esce in compagnia della sua migliore amica, Kozue, e poi nient’altro. Uno sciagurato giorno il padre muore e Michiru rimane da sola. Decide di rimanere in quella casa, visto che ormai la conosce perfettamente e con l’aiuto di Kozue cerca di riprendersi la propria vita nella più completa solitudine. Akihiro è un ragazzo cino-giapponese, trasferito in città per cercare un luogo dove poter vivere serenamente, infatti il ragazzo in Cina non aveva avuto vita facile e nè tantomeno in Giappone per causa della suo “sangue misto”. Trova lavoro in un colorificio, ma anche lì Akihiro trova gelosie e razzismo che lo contrastano duramente. Le due vite di questi ragazzi un giorno si intecciano dopo la morte misteriosa di un uomo arrogante che lavorava insieme ad Akihiro, inizia così un percorso spirituale che tenta di unire due anime emarginate e sole…..

Intrigante film sulla solitudine, lo stesso titolo ne è la prova, “Aspettando nel buio”. Il film è ispirato dal romanzo “Kuraitokoro de machiawase” di Otsuichi, che personalmente non conosco. Due ore di film cercano probabilmente di esaudire il libro originale, ma aimè stenta a far decollare una storia che verso il finale diventa molto intrigante e non aspetti altro che la prossima scena arrivi. Particolare la prima parte del film, divisa in due, una dedicata alla vita di Michiru e l’altra dedicata alla vita di Akihiro, in questo modo si può capire e comprendere i due mondi solitari dei due protagonisti. La terza fase del film invece parla del presente e del destino che fa incontrare i due ragazzi subito dopo una morte sospetta, ma sopratutto mette alla ribalta i problemi di Michiru e Akihiro. Consigliato per chi ama i lunghi film e un finale non propriamente classico.

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Valutazione
TRAMA: 7 (realista, forse troppo, peccato per una scena, verso il finale, scontata)
PERSONAGGI: 7 (come la trama prende spunto dalla realtà quotidiana, molto bene)
RECITAZIONE: 6 (un pò troppo inespressivi)
DURATA: 6,5 (due ore un pò troppo lunghe)
REGIA: 7 (discreta, niente di più)
MUSICHE: 6,5 (la giusta musica d’atmosfera)
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La frase
Non c’è posto per me in questo mondo, ho sempre creduto così.
Ma stanto lì seduto e continuandoci a pensare, ho finalmente capito.
Quello di cui ho veramente bisogno non è un posto, ma di qualcuno che voglia che io rimanga.

 

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