- TITOLO ORIGINALE: TAMPOPO;
- REGIA: JUZO ITAMI;
- CAST: TSUTOMU YAMAZAKI, KEN WATANABE, NOBUKO MIYAMOTO, KOJI YAKUSHO;
- DURATA: 114minuti;
- ANNO: 1985;
- GENERE: COMMEDIA;
- VOTO: 7.
Dopo tanto tempo che ne sentivo parlare, mi sono finalmente imbattuto in Tampopo, un film giapponese del 1985 diretto da Juzo Itami. Sottotitolato, l’ho iniziato quasi per caso e ho scoperto che Tampopo è uno di quei film strani, particolari, un po’ caotici a prima vista, ma che nascondono un’idea forte, ben costruita e originale. È una dichiarazione d’amore al cibo, al cinema, e a quel magico mix tra assurdo e sentimento che il Giappone riesce a rendere così bene.
Trama
Goro è un camionista che viaggia insieme al suo amico Gun. Durante una sosta, entrano in una piccola locanda di ramen gestita da una vedova di nome Tampopo. La donna, purtroppo, non è molto abile in cucina e il ramen che serve non è dei migliori. Dopo una rissa con un uomo ubriaco, amico d’infanzia di Tampopo, Goro si risveglia malconcio a casa della donna e da qui nasce un’idea della donna. Tampopo chiede a Goro di aiutarla a diventare una vera maestra del ramen. Inizia così un percorso intenso di apprendimento e trasformazione, che coinvolge non solo Tampopo, ma anche una serie di personaggi bizzarri che entrano ed escono dalla storia principale, creando un affresco gustoso e surreale della vita, del cibo e delle passioni umane.
Impressioni
Tampopo è uno di quei film che non ti aspetti. Lo guardi e pensi: “Ma cosa sto vedendo?”, e poi ti ritrovi completamente coinvolto, come risucchiato in un universo alternativo. Il film è stato definito un “ramen western” e capisco perfettamente il perché. Goro ha l’aria del pistolero solitario, col cappello sempre in testa e un animo burbero, ma nobile, che arriva in città per aiutare una donna in difficoltà. Un western senza cavalli e pistole, ma con ciotole fumanti di ramen. Il film mescola la trama principale con piccoli sketch che sembrano scollegati, ma che in realtà rafforzano il tema centrale, cioè il cibo come esperienza di vita, anche se a volte assurde. Si passa da una scena comica a una surreale, da momenti malinconici a picchi grotteschi, fino ad arrivare all’eros goliardico. Ricordo ancora la scena iniziale, dove un elegante malavitoso parla direttamente al pubblico del fastidio di sentire mangiare al cinema, uno di quelle idee geniali, spiazzanti e perfettamente coerente con lo spirito del film.
Tra gli attori presenti troviamo Tsutomu Yamazaki (Goro) visto come co protagonista in Departures, Ken Watanabe, visto in molti film tra cui Letterra da Iwo Jima e infine Miyamoto Yakushi, recentemente visto in Perfect Days. Praticamente un cast stellare.
Conclusione
Tampopo è un film unico nel suo genere, capace di mischiare con disinvoltura il western, la commedia, la critica sociale e l’assurdo, il tutto condito con una profonda venerazione per il cibo, un omaggio poetico e divertente al ramen. Consigliato.
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E’ la zuppa l’anima del ramen.
dal film Tampopo.
