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Shinobi

Nel 1614 il Giappone è in completa pace sotto l’egemonia dello Shogun Tokugawa Ieyasu ed il Paese vive florida e splendente come non mai, ma a corte c’è chi è preoccupato di una minaccia che potrebbe portare al crollo della nazione se per caso questa stessa minaccia si allei con i nemici di Tokugawa. Infatti in un luogo che nessuno conosce esistono due villaggi, Iga e Koga, dove vivono guerrieri dai poteri sovrannaturali chiamati Shinobi. La gente di Iga e Koga ha sempre combattuto tra di loro, ma il primo Hattori Hanzo, ben quattrocento anni prima, riuscì a far stipulare un patto al gruppo di Shinobi. Il trattato consisteva nel non combattersi tra loro e proteggere lo Shogun con la stessa vita. Tokugawa allora con uno stratagemma perfido al cospetto dei capi di Iga e Koga annuncia l’annullamento del trattato di pace e che cinque guerrieri per parte dovranno combattersi tra di loro. Il vincitore darà via alla sucessione dello Shigun, se vince Iga l’erede al trono sarà il primogenito dello Shogun altrimenti se vincerà Koga sarà il secondogenito. I due capi che finalmente non vedevano l’ora di combattersi muoiono in un duello all’ultimo sangue così iniziano le ostilità. I sucessori dei clan, Kennosuke e Oboro, amanti segreti prima del conflitto, dovranno portare con sè quattro guerrieri e combatersi tra di loro, dimenticando l’amore provato e dando sfogo alle loro capacità di combattimento. Entrano così in gioco i guerrieri Tsubagakure di Iga e i guerrieri Manjitani di Koga dove nella foresta si scontreranno Yakushiji Tenzen l’immortale, Yashamaru dalle lame filanti, Mino Nenki l’animale, Hotarubi la dea delle farfalle, Muroga Yoma il cieco, Chikuma Koshiro il forte, Kagero la sensuale donna-veleno, Kiaragi Saemon il senza volto e senza dimenticare Oboro la regina dagli occhi distruttivi e l’invincibile Kennosuke.

Finalmente incominciano ad uscire film tipicamente giapponesi al block. Lì per lì questi generi non mi sono mai piaciuti come gli scontri-combattimenti ai limiti del paradossale che non mi hanno mai attirato, ma Shinobi mi ha decisamente stupito. Gli effetti speciali sono buoni, le sequenze dei combattimenti sono fluidi e ben visibili nei loro movimenti. Praticamente abbiamo a che fare con le stesse sequenze degli anime tipo Naruto o Kenshiro trasportato in attori carne ed ossa con purtroppo le limitazioni del caso. Nonostante che le caratterizzazioni dei dieci guerrieri è ben costruita non riescono a convincere del tutto, sopratutto nelle espressioni del viso ed in qualche posizione da combattimento che non rendono come nelle animazioni. Il classico guerriero anime è l’immortale Yakushiji Tenzen, classici capelli bianchi, metà cattivo e metà buono con la sua tecnica utilizzando delle lame circolari, oppure Yashamaru con il suo vestito a maniche lunghe che nascondono filamenti lunghissimi e taglienti. Molto spazio è stata data alla fotografia, con primi piani dei paesaggi autunnali da togliere il fiato cercando di dare un aria poetica al film, riuscendo solo in parte. Un Romeo e Giulietta del passato feudale giapponese, un classico, che non deve essere denigrato a mio avviso. Personalmente mi è piaciuto anche se non del tutto. Non è un capolavoro della cinematografia, ma fa la sua figura. Da vedere almeno una volta. Anche due nè.

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Valutazione

TRAMA: 7,6 (anche se dal sapore “già sentito” ottimamente costruita)

PERSONAGGI: 8,5 (sono rimasto a bocca aperta)

RECITAZIONE: 7 (ottima)

DURATA: 7 (poco più di un ora rende giustizia alla trama)

REGIA: 8 (primi piani e sequenze dei combattimenti il suo punto forte)

MUSICHE: 7 (stile antico Giappone azzeccatissimo per il film)

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La frase

Noi non siamo che armi,

senza che qualcuno usi queste armi non avrebbe senso esistere.

Senza nemici non avremmo una strada da percorrere.

E’ questo essere Shinobi.