I salici ciechi e la donna addormentata


  • TITOLO ORIGINALE: MEKURAYANAGI, TO NEMURU ONMA;
  • SCRITTO DA: HARUKI MURAKAMI;
  • ANNO DI PUBBLICAZIONE IN ITALIA: 2010;
  • ANNO DI PUBBLICAZIONE IN GIAPPONE: 2006;
  • EDITO IN ITALIA DA: EINAUDI;
  • VOTO: 9.

Ci sono libri che racchiudono un intero universo e I salici ciechi e la donna addormentata è uno di questi. Non è un romanzo, ma una raccolta di racconti scritti e pubblicati nell’arco di oltre vent’anni, che insieme compongono un mosaico ricchissimo dell’immaginario di Murakami.

Trama

La raccolta comprende ventiquattro racconti e offre una straordinaria varietà di toni, lunghezze e ispirazioni. Si passa dalla leggerezza ironica e surreale di testi brevi come Il tuffetto e Splendore e decadenza delle ciambelle a cono, dove comicità e assurdo si muovono con naturalezza, alla rievocazione nostalgica degli anni Sessanta in Il folclore dei nostri tempi e nel racconto che dà il titolo al volume, I salici ciechi e la donna addormentata. L’angoscia e l’ambiguità dei sentimenti emergono in Granchi, mentre I gatti antropofagi esplora il vuoto e la paura di chi ha compiuto una scelta irreversibile. Il fantastico irrompe nella quotidianità in racconti come Lo specchio, Storia di una zia povera, Nausea 1979 e L’uomo di ghiaccio, confermando uno dei tratti distintivi della poetica di Murakami. Ne Il settimo uomo una visione potente introduce il tema dell’errore di gioventù capace di segnare un’intera esistenza. La solitudine, un leitmotiv costante dell’autore, attraversa racconti come Tony Takitani, La lucciola e Hanaley Bay. A chiudere la raccolta troviamo La scimmia di Shinagawa, storia ironica e surreale che gioca con l’autorità e i luoghi comuni.

Impressioni

Con questo libro posso dirlo definitivamente. Haruki Murakami è il mio autore preferito in assoluto. Questo pensiero mi aveva già attraversato anni fa, dopo aver letto Tokyo Blues – Norwegian Wood, ma ora ne ho una conferma ulteriore. Questa raccolta è un compendio perfetto del suo universo narrativo. Ventiquattro storie, alcune assurde, altre comiche, altre ancora profondamente introspettive. Tutte, però, portano quella firma inconfondibile: un equilibrio sottile tra realtà e sogno, tra quotidianità e inquietudine. Per chi non conoscesse Murakami, questo libro può rappresentare un’ottima porta d’ingresso. Ogni racconto offre una sfumatura diversa, il Murakami ironico, quello nostalgico, quello più cupo, quello che scava nell’animo umano con una delicatezza quasi dolorosa. Tra tutti, non posso non segnalare La lucciola, racconto poi confluito in Tokyo Blues. Quando l’ho riletto in questa raccolta avevo quasi le lacrime agli occhi. È incredibile come, pur conoscendo già la storia, le emozioni riescano a riaffiorare con la stessa intensità. Murakami ha questa capacità rara, quella di far vibrare corde profonde con una scrittura apparentemente semplice. La solitudine dei suoi personaggi è palpabile, ma mai urlata. Il fantastico entra nella vita quotidiana senza clamore, come una crepa silenziosa. Ed è proprio questa naturalezza che rende la sua narrativa così unica.

Conclusione

I salici ciechi e la donna addormentata è molto più di una raccolta di racconti, è una mappa completa “dell’universo Murakami”. Per chi già lo ama, il libro ne è una conferma, ma per chi ancora non lo conosce, è un invito. Un libro che offre leggerezza e inquietudine, ironia e malinconia, memoria e surrealtà. Per quanto mi riguarda, è la prova definitiva di un legame letterario che dura da anni e che, dopo ogni nuova lettura, si rafforza ancora di più. Lo consiglio proprio a tutti, con il cuore e la mente.

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Revisione della recensione: 06-03-2022.