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The Ramen Girl

Abby è una giovane e ragazza americana, un po’ inconcludente nella vita, ma piena di energie. Il suo fidanzato si trasferisce a Tokyo per lavoro e dopo qualche tempo anche lei decide di seguirlo e trasferirsi nella grande metropoli giapponese. Purtroppo però Abby trova un’amara sorpresa, infatti il suo fidanzato la lascia di punto in bianco per andare a lavorare ad Osaka, dicendole che la sua vita è due valigie e se stesso. Abby è distrutta perché per l’ennesima volta viene lasciata e per di più si trova in una città sconosciuta, dove non conosce nemmeno la lingua e in più ha un lavoro assolutamente noioso e senza soddisfazioni in un facoltoso studio legale dove la sua unica occupazione è tradurre avvisi e portare il caffè. In una serata piovosa Abby vede dal balcone di casa sua un vecchio edificio che ospita un vecchissimo locale di ramen, forse per colpa dell’alcool o forse per la disperazione provata, vede in quel negozio una luce, una speranza. In un mare di lacrime e pioggia entra nel locale e chiede di poter mangiare una scodella di ramen, il proprietario, Maezumi, in malo modo le dice in giapponese che è chiuso e che i ramen sono finiti, ma lei ovviamente non capisce e piangendo inizia a parlare della sua vita. Maezumi disperato e contrariato le offre una scodella di ramen, pensando che sia una vagabonda affamata e Abby mentre assaggia quella scodella sente che il mondo intorno a lei cambia, una incredibile energia le scaturisce da dentro, quei noodles giapponesi, difficili da preparare, le hanno ridato una nuova linfa vitale. Giorno dopo giorno Abby va in quel locale a mangiare ramen creati da Maezumi e tra il tentativo di ricostruirsi una vita e questa nuova energia scaturita da quelle magiche scodelle di noodles, la govane ragazza decide di imparare a cucinare questo tipico piatto giapponese sotto l’occhio vigile del proprietario del locale. Ovviamente il bisbetico Maezumi non ne vuole sapere, oltre a non capire cosa dice la ragazza la pensa come una squilibrata yankee, ma alla fine forse per farla tacere un po’ accetta di essere il suo sensei ed insegnarle a cucinare, ma da buon maestro non inizia a farle vedere come si cucina il piatto, ma inizia a farle pulire il locale da cima a fondo e tenere i n ordine pentolame ed affini, il tutto sotto le sue grida di disapprovazione. Abby così dovrà imparare a crescere e diventare una vera donna matura, non stupida come crede, ma intelligente e caparbia.

In una calma domenica di agosto l’emittente Italia 1 a sorpresa mette in prima visione questo bellissimo ed intelligente film con la brava attrice Brittany Murphy, scomparsa purtroppo nel 2009. Il film narra la storia di una ragazza con nessuna autostima che sotto le grida e gli insegnamenti di un vecchio uomo giapponese impara ad essere donna, indipendente, caparbia e facendole trovare la giusta consapevolezza che è intelligente e non stupida come molti magari la definiscono. Devo ammettere che la Murphy è un po’ un pesce fuor d’acqua in questo ruolo, sinceramente non l’ho trovata in sintonia con il proprio personaggio, però se la cava bene e comunque dona ad Abby un senso di strana pazzia americana che aiuta forse un po’ a comprendere il tipo di personaggio. Toshiyuki Nishida è bravissimo nel interpretare il ruolo del proprietario del locale di Ramen, sembra fatto apposta per lui, con il tipico “pigiama” bianco sporco e la bandana arrotolata sopra la testa, tipico giapponese, come l’ho sempre visto negli anime. Le conversazioni assurde tra lui e Abby sono fantastiche, lui parla in giapponese e non capisce una parola di inglese, lei parla inglese ma non capisce una parola di giapponese, non si comprendono, urlano , si insultano, lavorano, creano ramen insieme, assurdo e poetico allo stesso tempo. I piccoli siparietti di alcuni clienti poi rendono ancora più piacevole un film che oltre a strappare belle risate fa riflettere su come la vita ci porta a dei bivi, che tutto sta nella propria tenacia, nel saper affrontare le avversità per poter vivere veramente la propria vita. Film consigliato a tutti, da vedere anche più di una volta, così da fantasticare su come sono buoni i ramen!!!

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Valutazione
TRAMA: 9 (magica)
PERSONAGGI: 7,5 (ben realizzati)
RECITAZIONE: 7,5 (tipico giapponese e una discreta Murphy)
DURATA: 9 (mai un momento di noia)
REGIA: 7 (bravo, niente però di eccezionale)
MUSICHE: 7 (come la regia ben azzeccate nel contesto della trama)
Il webmaster manuenghel © 2011

 

La frase
Tu cucini con la testa, che è piena di rumori.
Devi imparare a cucinare con qualcosa che è molto più profondo in te.
Ogni ciotola di ramen è un dono per i tuoi clienti, diventa una parte di essi.
Ecco perché il tuo ramen deve diventare un espressione di puro amore, un dono del tuo cuore!

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