Oro rapace


  • TITOLO ORIGINALE: GOLD RUSH;
  • SCRITTO DA: YU MIRI;
  • ANNO DI PUBBLICAZIONE IN ITALIA: 2001;
  • ANNO DI PUBBLICAZIONE IN GIAPPONE: 1998;
  • EDITO IN ITALIA DA: UNIVERSALE ECONOMICA FELTRINELLI;
  • VOTO: 8.

Ci sono libri che non cercano di piacere e Oro rapace è uno di questi. È una lettura ruvida, scomoda, che non fa sconti né ai personaggi né al lettore. Yu Miri affonda lo sguardo in un’adolescenza priva di riferimenti affettivi, raccontando una deriva silenziosa e inesorabile.

Trama

Kazuki ha quattordici anni ed è figlio di un ricco proprietario di sale pachinko. Cresce circondato dal denaro, ma completamente privo di affetto. La madre ha abbandonato la famiglia, mentre il padre è incapace di qualsiasi forma di relazione emotiva, il profitto è l’unico linguaggio che conosce. I fratelli maggiori non rappresentano un sostegno. Kōki è affetto da una malattia che ne ha arrestato lo sviluppo mentale, mentre Miho si prostituisce per ottenere i soldi necessari a sostenere uno stile di vita basato sul consumo e sullo shopping. In questo contesto frammentato, Kazuki impara presto che i legami non sono basati sull’amore, ma sul potere. Con i suoi amici replica quello che crede essere il modello del mondo adulto, con nessuno scambio affettivo, solo rapporti di dominio e sopraffazione. Progressivamente si chiude in se stesso, fino a confondere la realtà con quella dei videogiochi, dove ogni cosa ha un limite chiaro e un finale definito, il game over.

Impressioni

Oro rapace è un romanzo duro, che colpisce per la sua lucidità e crudezza. Yu Miri non giudica, non consola, non cerca vie di fuga. Racconta una generazione lasciata sola, cresciuta in un mondo dove il denaro ha sostituito l’educazione emotiva e dove nessuno è più in grado di indicare una linea chiara tra bene e male. Kazuki è un personaggio disturbante proprio perché credibile. La sua incapacità di distinguere la realtà dalla finzione videoludica non è una metafora forzata, ma la conseguenza naturale di un vuoto affettivo totale. L’idea che tutto possa essere risolto seguendo delle istruzioni diventa tragica nel momento in cui quelle istruzioni smettono di esistere. La scrittura è ruvida, diretta, priva di abbellimenti. La scrittrice mette in scena una famiglia disfunzionale come riflesso di una società più ampia, incapace di prendersi cura dei suoi membri più fragili. Non c’è redenzione, ma una denuncia lucida e dolorosa.

Conclusione

Oro rapace è una lettura necessaria, ma non facile, un romanzo che mette in guardia la società contemporanea dal rischio di crescere una generazione senza strumenti emotivi, lasciata sola davanti a un mondo virtuale più comprensibile di quello reale. Yu Miri firma un’opera spietata e potente, che resta addosso e continua a interrogare anche dopo l’ultima pagina. Consigliatissimo.

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Revisione della recensione: 05-01-2020.