L’ultima amante di Hachiko


  • TITOLO ORIGINALE: HACHIKO NO SAIGO NO KOIBITO;
  • SCRITTO DA: BANANA YOSHIMOTO;
  • ANNO DI PUBBLICAZIONE IN ITALIA: 1999;
  • ANNO DI PUBBLICAZIONE IN GIAPPONE: 1996;
  • EDITO IN ITALIA DA: UNIVERSALE ECONOMICA FELTRINELLI;
  • VOTO: 7.

Con L’ultima amante di Hachiko, Banana Yoshimoto ci conduce in un viaggio sospeso tra realtà e sogno, dove i luoghi come il Giappone, l’India e l’Italia diventano una storia di formazione e di rinascita, narrata con la delicatezza e l’introspezione tipiche dell’autrice.

Trama

Mao cresce in una comunità religiosa fondata attorno alla nonna, una veggente carismatica, ma dopo la sua morte, il gruppo si trasforma in un insieme confuso di fanatici, e Mao, dotata di un potere sovrannaturale e di un talento artistico fuori dal comune, sceglie di andarsene. Decide di andare da Hachi, un uomo legato a lei da una promessa profetica e da un amore intenso, ma destinato a spegnersi, perché Hachi ha deciso di andare in India per un ritiro spirituale che durerà tutta una vita. La fine del loro rapporto è sancita da un ultimo incontro davanti alla statua di Hachiko, simbolo di fedeltà e addio, da cui Mao riparte con una nuova consapevolezza di sé e del mondo.

Impressioni

Banana Yoshimoto, come sempre, mescola in modo naturale elementi spirituali, luoghi lontani e introspezione emotiva. L’ultima amante di Hachiko alterna atmosfere oniriche e riflessioni profonde, esplorando temi come l’amore non destinato a durare, la necessità del distacco e la ricerca di un equilibrio interiore. Lo stile è sobrio, solo frasi limpide che lasciano sedimentare immagini e sensazioni. La statua di Hachiko diventa un simbolo di addio dolce amaro che non chiude, ma apre a una nuova fase della vita.

Conclusione

L’ultima amante di Hachiko è una lettura lenta che lascia nel lettore una sensazione di pace mista a malinconia, insegnandoci che l’amore può essere anche un passaggio. Consigliato.

Revisione della recensione: 17-08-2019.