L’abito di piume


  • TITOLO ORIGINALE: HAGOROMO;
  • SCRITTO DA: BANANA YOSHIMOTO;
  • ANNO DI PUBBLICAZIONE IN ITALIA: 2005;
  • ANNO DI PUBBLICAZIONE IN GIAPPONE: 2003;
  • EDITO IN ITALIA DA: I CANGURI FELTRINELLI;
  • VOTO: 7.

Ci sono libri che raccontano il dolore con delicatezza e sanno indicare una via verso la luce e L’abito di piume di Banana Yoshimoto è uno di questi.

Trama

Hotaru torna nel suo paese natale, un piccolo borgo tranquillo attraversato da un fiume, per dimenticare le sue pene d’amore. Per otto anni aveva vissuto a Tokyo una relazione con un uomo sposato, un fotografo che alla fine l’ha abbandonata. Nel ritorno alla casa della nonna, tra il calore del suo caffè e la riscoperta di vecchi legami, Hotaru ritrova pian piano una dimensione di serenità. Il destino le fa incontrare Mitsuru, un ragazzo che sembra appartenere al suo passato e che risveglia in lei una sensazione di déjà vu. Con l’aiuto della nonna e della madre di Mitsuru, Hotaru ricostruirà un mistero che la lega profondamente al giovane, un evento capace di scuotere la sua anima.

Impressioni

Come spesso accade nei romanzi di Banana Yoshimoto, la forza del racconto sta nella semplicità dello “sguardo”. Hotaru è una protagonista fragile ma determinata, che cerca nel ritorno all’infanzia e nella quotidianità, un modo per guarire dalle proprie ferite e ricominciare tra i ricordi e i legami. La scrittura è limpida, quasi trasparente, capace di restituire emozioni profonde senza bisogno di grandi gesti. Si avverte la malinconia del passato, ma anche la dolcezza del presente, fatta di piccole cose, come un caffè preparato con cura, o una passeggiata lungo il fiume e il sorriso di un’amica d’infanzia. Il romanzo riesce a trasmettere con delicatezza il senso della perdita, ma anche la speranza di una rinascita. E quel senso di leggerezza rappresentato dall’“abito di piume”, lascia nel lettore un’impressione di respiro ampio, come se fosse possibile ricominciare davvero.

Il titolo originale, Hagoromo, richiama il “kimono di piume” delle leggende giapponesi, un abito leggero che le donne-angelo indossano per volare tra il mondo terreno e quello celeste. Una metafora del percorso della protagonista, che impara di nuovo a librarsi sopra il dolore.

Conclusione

L’abito di piume è un romanzo breve ma intenso, che parla di dolore e di rinascita con il tono delicato e poetico tipico della scrittrice giapponese. Non offre soluzioni facili, ma ci invita a riconciliarci con il passato e a guardare al futuro con fiducia, lasciando un senso di malinconia capace di regalare nuova luce. Consigliato.

Revisione della recensione: 22-12-2019.