- TITOLO ORIGINALE: HADOBOIRUDO/HADORAKKU;
- SCRITTO DA: BANANA YOSHIMOTO;
- ANNO DI PUBBLICAZIONE IN ITALIA: 2001;
- ANNO DI PUBBLICAZIONE IN GIAPPONE: 1999;
- EDITO IN ITALIA DA: UNIVERSALE ECONOMICA FELTRINELLI:
- VOTO: 7,5.
Ci sono libri che non si leggono di fretta. H/H è uno di questi. Fin dalle prime pagine si avverte una sensazione precisa: quella di entrare in uno spazio sospeso, intimo, dove il dolore non viene spiegato ma attraversato. Banana Yoshimoto torna a uno dei temi a lei più cari, la morte, e lo fa ancora una volta con uno sguardo delicato, capace di accarezzare anche le ferite più profonde senza mai trasformarle in spettacolo.
Trama
H/H raccoglie due racconti lunghi, Hard Boiled e Hard Luck, legati da un filo sottile, ma potentissimo, cioè il confronto con la perdita e la possibilità, non immediata e mai scontata, di una rinascita. In Hard Boiled tutto si svolge nell’arco di una sola notte. Una giovane donna, dopo una gita solitaria, arriva in un piccolo paese dove decide di fermarsi a dormire. Il tempo, però, smette presto di seguire una logica lineare, diventa onirico, dilatato dai ricordi e spezzato da sogni, presagi e apparizioni. L’atmosfera si fa progressivamente inquietante e costringe la protagonista a rivivere momenti legati a una perdita che ancora non ha trovato pace. Hard Luck cambia scenario invece, ma non intensità emotiva. La protagonista visita ogni giorno l’ospedale dove la sorella Kuni giace in coma a causa di un’emorragia cerebrale. L’attesa, la speranza, la quotidianità sospesa, diventano parte della sua vita. La malattia e, successivamente, la morte della sorella la portano a osservare il mondo con occhi diversi, aprendole una prospettiva nuova sulla vita, qualcosa che fino a poco tempo prima non avrebbe nemmeno immaginato possibile.
Impressioni
H/H è un libro che parla di morte senza mai risultare cupo. Banana Yoshimoto non indulge nel dolore, non lo amplifica, ma lo osserva, lo ascolta, lo lascia esistere. In entrambi i racconti il rischio è quello di chiudersi nella sofferenza, di ripiegarsi su se stessi, ma a emergere è sempre un desiderio silenzioso di continuare, di ritrovare un equilibrio diverso. Hard Boiled colpisce per la sua atmosfera rarefatta, quasi ipnotica. È un racconto che si muove tra realtà e percezione, dove il passato ritorna come un’eco impossibile da ignorare. Hard Luck, invece, è più concreto, più quotidiano, e forse proprio per questo, ancora più doloroso. La routine dell’ospedale, l’attesa, il lento accettare l’inevitabile diventano strumenti di trasformazione interiore. In entrambe le storie Banana Yoshimoto dimostra una straordinaria capacità di raccontare il lutto come esperienza fisica ed emotiva tutte insieme, qualcosa che attraversa il corpo prima ancora della mente. Il dolore non viene mai negato, ma è parte del percorso, non il suo punto di arrivo.
Conclusione
H/H è una lettura intima, che richiede ascolto e tempo. Non offre risposte facili, ma accompagna il lettore lungo un sentiero fatto di perdita, consapevolezza e lenta rinascita. Banana Yoshimoto firma due racconti che restano addosso, come una presenza silenziosa, ricordandoci che, anche nei momenti più bui, esiste sempre una possibilità di trasformazione. Consigliato.
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Revisione della recensione: 08-12-2019.
