Chie-chan e io


  • TITOLO ORIGINALE: CHIECHAN TO WATASHI;
  • SCRITTO DA: BANANA YOSHIMOTO;
  • ANNO DI PUBBLICAZIONE IN ITALIA: 2008;
  • ANNO DI PUBBLICAZIONE IN GIAPPONE: 2007;
  • EDITO IN ITALIA DA: FELTRINELLI;
  • VOTO: 7.

Ci sono romanzi sussurrati e Chie-chan ed io è uno di quelli. Banana Yoshimoto torna a muoversi tra affetti, silenzi e fragilità emotive, costruendo una storia che parla di amicizia e trasformazione con quella leggerezza malinconica che la contraddistingue.

Trama

Kaori è una donna di quarant’anni, single, indipendente, che lavora nel settore dell’importazione di abiti e accessori di lusso. Viaggia spesso per lavoro, parla fluentemente italiano e ha un legame speciale con l’Italia, dove ha vissuto per un periodo. La sua vita è ordinata, costruita su abitudini solide e su una certa autonomia emotiva. Dopo la morte della madre, sua cugina Chie-chan si trasferisce da lei. Chie è più giovane, estremamente silenziosa e introversa, quasi chiusa in un mondo interiore difficile da decifrare. La convivenza tra le due, inizialmente segnata da una distanza naturale, si trasforma gradualmente in un legame profondo, fatto di piccoli gesti quotidiani e di una complicità che cresce senza clamore. Tuttavia un segreto nella vita di Kaori e un amore nella vita di Chie-chan finiscono per incrinare quell’equilibrio apparentemente sereno. Gli eventi costringeranno entrambe a confrontarsi con il proprio passato e con scelte che mettono in discussione la loro stabilità emotiva.

Impressioni

Chie-chan ed io è un romanzo che parla di relazioni con grande delicatezza. Non c’è conflitto gridato, non ci sono drammi esasperati, ma tutto si muove su un piano sottile, fatto di silenzi, sguardi e piccoli cambiamenti interiori. Kaori e Chie-chan sono due figure molto diverse e questa differenza rende il loro rapporto autentico. Kaori appare più forte, più strutturata, ma nasconde fragilità che emergono lentamente. Chie, al contrario, sembra fragile e chiusa, ma dentro di sé custodisce una profondità emotiva che sorprende. Yoshimoto torna ai suoi temi fondamentali come l’amicizia, la vita, la morte e la trasformazione. Il dolore non è mai spettacolarizzato, ma vissuto come parte naturale del percorso umano. Anche l’amore, quando entra in scena, non è mai idealizzato, ma messo alla prova dalle scelte e dalle responsabilità. Ho apprezzato molto la presenza dell’Italia nel romanzo, perché non è un semplice sfondo “estetico”, ma un luogo carico di emozioni, quasi un ponte tra culture e sensibilità diverse. Si percepisce chiaramente quanto questo paese sia importante per l’autrice.

Conclusione

Chie-chan ed io è una storia intima, dolce e malinconica, che racconta come le relazioni possano cambiare la nostra percezione della vita. Banana Yoshimoto firma un romanzo che non ha bisogno di colpi di scena per lasciare il segno, basta la sincerità dei sentimenti. Consigliato.

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Revisione della recensione: 06-12-2020.