- TITOLO ORIGINALE: KITCHIN;
- SCRITTO DA: BANANA YOSHIMOTO;
- ANNO DI PUBBLICAZIONE IN ITALIA: 1991;
- ANNO DI PUBBLICAZIONE IN GIAPPONE: 1988;
- EDITO IN ITALIA DA: UNIVERSALE ECONOMICA FELTRINELLI;
- VOTO: 10.
Kitchen è stato il secondo libro che ho letto di Banana Yoshimoto e, ancora oggi, dopo tanto tempo, posso affermare che rimane il mio preferito tra i suoi scritti. È un romanzo che mi ha colpito nel profondo, regalandomi emozioni sincere e autentiche. Leggerlo è stata un’esperienza quasi fisica, intensa, dolce e malinconica, come poche altre letture nella mia vita.
Trama
La protagonista della storia è Mikage, una giovane donna che ha perso tutti i suoi familiari e si ritrova sola al mondo. Dopo la morte dell’amata nonna, Mikage viene accolta nella casa di Yuichi e della madre (o meglio, del padre diventato donna) Eriko, due figure tanto strane quanto affascinanti. In quella nuova quotidianità, fatta di piccoli gesti, cucina, silenzi condivisi e improvvisi momenti di calore umano, Mikage cerca lentamente di ricostruire la propria identità, elaborando il lutto e ritrovando un senso alla propria esistenza. La cucina, luogo simbolico e centrale del racconto, diventa rifugio e spazio di rinascita, testimone silenzioso delle fragilità e delle forze che si agitano nei cuori dei protagonisti.
Impressioni
Leggendo Kitchen mi sono sentito seduto accanto a Mikage, su quel divano, avvolto dalla luce soffusa della casa, ascoltando i rumori provenienti dalla cucina e respirando gli odori dei piatti preparati con amore. È stata una rivelazione, perché Banana Yoshimoto ha uno stile che accarezza l’anima, intimo, semplice e poetico, ma mai banale. La sua capacità di raccontare la vita attraverso le piccole cose, mescolando leggerezza e dolore, è unica. Con Kitchen mi sono appassionato al suo mondo fatto di solitudine, amore, lutto, trasformazione e speranza. Il libro è breve, ma denso, lo si legge tutto d’un fiato, e quando arrivi all’ultima pagina ti dispiace che sia finito. Ti lascia con quella dolce malinconia che accompagna le storie più vere.
L’edizione italiana che ho comperato contiene anche un racconto breve, Moonlight Shadow, che è stato la tesi di laurea di Banana Yoshimoto e con il quale ha vinto il premio della sua facoltà. Anche questa storia è intrisa di amore e tristezza, e ha contribuito a farmi innamorare ancor di più della scrittrice.
Conclusione
Kitchen è un libro che consiglio a chiunque voglia avvicinarsi alla narrativa giapponese o semplicemente leggere qualcosa di autentico, un piccolo gioiello che parla alla parte più umana di noi. Irresistibile, toccante, indimenticabile. Consigliatissimo.
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Revisione della recensione: 04-11-2018.
Nulla mi fa sentire più serena che dormire accanto a qualcuno.
dal libro Kitchen di Banana Yoshimoto
