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zatoichi

Zatoichi

Nell’antico Giappone dei samurai, in una terra fatta di lealtà e soprusi, bontà e cattiveria messe insieme, c’è un uomo, un vecchio, cieco, che vaga per le città. Si fa chiamare massaggiatore, per la sua professione, porta con sé sempre un bastone per ciechi e chiede ospitalità in cambio dei suoi servigi come massaggiatore. Un giorno capita in una piccola città comandata da due bande rivali di samurai, una specie di bande yakuza dell’epoca, che fanno il bello ed il cattivo il cattivo tempo a discapito degli abitanti del villaggio. In questo paese trova ospitalità in una famiglia povera e a dir poco bizzarra, allo stesso tempo lui ed il fratello della proprietaria della casa dove lui soggiorna incontrano durante le loro partite d’azzardo due gheishe. Lì per lì iniziano a parlare e il massaggiatore, buon ascoltatore, si fa raccontare la storia della vita delle due gheishe, fratello e sorella che rimasti orfani da piccoli dopo il massacro della loro famiglia, costretti a qualsiasi cosa per poter mangiare, diventati grandi decidono così di diventare Gheishe, alla costante ricerca degli assassini della loro famiglia. E così il massaggiatore, che non è altro che il famoso samurai cieco Zatoichi, si ritrova suo malgrado in mezzo alle faide delle due bande rivali ed alla vendetta delle gheishe , tra fiumi di sangue zampillanti, comicità ed onore da samurai.

Zatoichi, un film che personalmente se non lo facevano vedere su Sky non lo avrei mai comprato per averlo nella mia collezione made in Japan. Invece preso e consumato. E’ un classico film giapponese dedicato ai periodi dove i samurai facevano da padroni ed i grandi proprietari non erano altro che tiranni che usavano la forza per scopi personali e di lucro. O per lo meno è così che ho visto questo periodo del Giappone tramite gli anime ed i film. In parte mi ricorda, anche se solo vagamente, quella serie animata con il grande Shogun Mitsucominito, o così mi sembra si chiamasse. Comunque è un film del grande Beat Kitano, Takeshi Kitano, dove mischia una storia un pò banale allo splatter, con la classica comicità giapponese, fatta di espressioni facciali che forse per noi sono un pò Kich. Comunque la direzione di Kitano è ottima, e la sua interpretazione è eccezionale, sopratutto quando nonostante la sua cecità, sfila dal suo bastone per ciechi la spada e massacra i “cattivi” di turno con semplicità e fermezza. Assurde, ma mitiche, le “sciabolate” delle spade che producono zampilli di sangue, come se dentro il nostro corpo ci sia un compressore che se ti tagli esce fuori sangue ad altissima pressione!!!!!! L’originalità del film, a mio avviso sta il mix dei drammi familiari dei vari protagonisti della storia con spietati duelli all’ultimo sangue, condensandoli nella trama, pur mantenendo il gusto alla Tarantino di Kitano. Una piccola sorpresa, un film da vedere nei momenti tranquilli, senza pretese, anziché vedere i soli cartoni animati, ecco a voi Zatoichi.

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Valutazione

TRAMA: 6,5 (poche novità, ma con grandi colpi di scena)

PERSONAGGI: 7 (le figure delle gheishe ottimamente caratterizzate)

RECITAZIONE: 7 (buona, la recitazione giapponese incomincia a piacermi sempre di più)

DURATA: 6,5 (nè lungo, nè corto, che altro dire?)

REGIA: 7 (buona, alla Beat Takeshi)

MUSICHE: 6,5 (antiche melodie giapponese che incantano)

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La frase

Anche con gli occhi spalancati

non riesco a vedere niente.

 

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