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Tokyo Ga

Questo non è un film, questo lungometraggio è un omaggio ad un grande regista giapponese da parte del grande Wim Wenders, il regista tedesco che con i suoi film, “Il cielo sopra Berlino” e “Così lontano così vicino”, ha deliziato il mondo intero e me compreso. Tokyo ga è il viaggio di Wim Wenders atttraverso Tokyo nei primi anni 80′ a circa vent’anni di distanza dalla morte del regista Ozu Yasujiro che tra gli anni 20′ e 60′ ha realizzato più di cinquanta film tutti ambientati all’incirca a Tokyo, scandendo il tempo di una trasformazione culturale verificatasi in Giappone. Win Wenders è un grande stimatore di Ozu, ne descrive le caratteristiche cinematrografiche del regista scomparso che con la sua assoluta semplicità con una macchina da ripresa a 50mm ha creato grandi capolavori. Il film inizia proprio con la sigla iniziale e il primo minuto circa di “Viaggio a Tokyo”, vecchio film in bianco e nero. subito dopo la cinepresa di Wenders esplora la Tokyo di oggi, ne fa una vera e propria riflessione, scoprendo quanto ama il Giappone e quanto lo disgusta il vedere che la modernità ha distrutto le antiche fondamenta di un paese come quello nipponico. Il regista tedesco si lascia trasportare con la sua cinepresa, a Tokyo non c’è bel tempo durante il suo soggiorno, e scruta, guarda con attenzione, dalle sale di Pachinko, vere e proprie trappole per persone sole ai campi sintetici dove la gente colpisce la pallina da golf per farla arrivare chissà dove, perdendo il gusto di “imbucare” la pallina. Noto tantissimo come noi europei, persino noi italiani, siamo molto attaccati alla tradizionalità, anche nelle cose moderne. Il golf è uno sport che qui in Europa si gioca solo nei veri campi da golf, non in piccoli stadi multi-piano dove si tira solo una pallina. Nel suo camminare tra le strade di Tokyo Wenders intervista due personaggi che hanno vissuto con Ozu, l’attore Chisu Ryu e il cameraman Yuharu Atsuta, diventato poi Direttore della fotografia. L’anziano attore racconta come nei suoi più venti film con Ozu era quello che non aveva talento, un pò incapace, senza esperienza. In molti film doveva fare la parte di un anziano quando lui in realtà era molto più giovane e il regista Ozu lo aiutava a interpretare il ruolo affidatogli, quasi come un padre insegna al proprio figlio andare in bicicletta. L’intervista a Yuharu Atsuta è a dir poco professionale, infatti il cameraman di Ozu descrive nei minimi particolari la sua carriera nel cinema con il regista giapponese, il modo di riprendere che voleva effettuasse, l’ostinazione di Ozu nel filmare con i 50mm e l’odiare riprendere all’aperto. Dopo aver mostrato il regalo di Ozu, Yuharu preso da un momento di nostalgia chiede di interrompere l’intervista e di rimanere da solo, struggente momento di un uomo che sente molto la mancanza del regista. Dire che questo film è bellissimo è dire poco, per chi come me, attaccato molto agli anni 80′ ed innamorato del Giappone, scrutare i vicoli di Tokyo da un punto di visto molto introspettivo è una apoteosi bellissima. Come dice lo stesso Wenders è bellissimo filmare qualcosa nella sua naturale realtà, vedere passare un corvo durante una ripresa, sentire rumori in lontananza, urla o altro, l’ombra di una nuvola passeggera, tutto questo è vita reale, quella che si vive tutti i giorni, un modo di filmare ormai perduto insieme ad Ozu. Tokyo Ga, un vero capolavoro. Grazie Raphy per avermelo regalato.

Titolo originale: Tokyo-Ga; Regia: Wim Wenders; Cast: Wim Wenders, Chisu Ryu, Yuharu Atsuta, Werner Herzog; Anno: 1985; Durata: 90minuti.

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La frase

Se nel nostro secolo ci fossero ancora delle cose sacre,

se esistesse qualcosa come il sacro tesoro del cinema,

per me questo sarebbe l’opera del regista giapponese Yasyjiro Ozu.

 

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