- TITOLO ORIGINALE: ROURONI KENSHIN SAISHUSHO ZA BIGININGU;
- REGIA: KEISHI OTOMO;
- CAST: TAKERU SATOH, KASUMI ARIMURA, ISSEY TAKAHASHI, NIJIRO MURAKAMIYOSUKE EGUCHI;
- DURATA: 137minuti;
- ANNO: 2021;
- GENERE: STORICO, AVVENTURA;
- VOTO: 8.
E con Rurouni Kenshin: The Beginning si chiude un cerchio. Dopo quattro film che hanno raccontato il viaggio del samurai vagabondo, questo capitolo finale (che in realtà è un prequel) ci riporta alle origini di Battosai, l’assassino leggendario che ha segnato la storia del Giappone. È un film intenso, cupo e struggente, che getta luce sull’uomo dietro la leggenda, mostrandoci il momento in cui la sua lama ha smesso di uccidere per sempre.
Trama
Ambientato negli anni turbolenti che precedono la Restaurazione Meiji, il film racconta di un Giappone diviso tra l’antico shogunato e i sostenitori dell’imperatore, pronti a tutto pur di aprire il paese alla modernità. Kenshin Himura, conosciuto come Battosai l’assassino, è una spada al servizio degli imperialisti, rapido, letale, spietato. Una notte, dopo un incontro fatale durante un combattimento, il giovane samurai inizia a vacillare, tormentato dal peso del sangue versato, colpito sopratutto dalla volontà di vivere di una sua vittima, che gli lascia una cicatrice sulla guancia. Dopo questo evento, nel suo cammino incrocia Tomoe, una donna misteriosa che lo osserva con occhi silenziosi e che sembra voler nascondere un dolore profondo. Kenshin decide di proteggerla, portandola nel rifugio del suo gruppo rivoluzionario. Tuttavia la guerra civile si inasprisce e i due devono fuggire lontano, in un villaggio isolato tra le montagne. È lì, nella quiete apparente, che il destino di Battosai cambierà per sempre.
Impressioni
Rurouni Kenshin: The Beginning è forse il film più malinconico e maturo dell’intera saga. Qui non troviamo più il guerriero errante dal sorriso gentile, ma l’assassino tormentato che deve ancora capire cosa significhi davvero vivere. La regia di Keishi Otomo è impeccabile nel bilanciare azione e introspezione, con le scene di combattimento, coreografate con precisione millimetrica, che sono spettacolari. Ciò che mi ha colpito di più è la delicatezza con cui vengono rappresentati i sentimenti di Kenshin e Tomoe. Tomoe è un personaggio molto particolare, silenzioso, ma fondamentale e capace di cambiare il destino del protagonista senza mai alzare la voce. La sua storia e il suo segreto danno un senso profondo ai frammenti che avevamo intravisto nei film precedenti, trasformando il dolore in redenzione. Takeru Satoh, ancora bravissimo nella sua interpretazione di Kenshin, offre un’interpretazione eccezionale, capace di trasmettere ogni sfumatura del tormento interiore di Battosai.
Conclusione
Con The Beginning, la saga di Rurouni Kenshin trova la sua perfetta chiusura narrativa. È un film intenso, tragico e poetico, che ci fa comprendere ilo percorso esistenziale della spada “al contrario” di Kenshin, non uno strumento di morte, ma un simbolo di espiazione. Consigliatissimo.
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Esiste sul serio una battaglia in nome della pace?
dal film Rurouni Kenshin – The beginning di Keishi Otomo.
