Ritratto di famiglia con tempesta


  • TITOLO ORIGINALE: UMI YORI MO MADA FUKAKU;
  • REGIA: HIROKAZU KORE’EDA;
  • CAST: HIROSHI ABE, KIRIN KIKI, YOKO MAKI, SOSUKE IKEMATSU;
  • DURATA: 117minuti;
  • ANNO: 2016;
  • GENERE: DRAMMATICO;
  • VOTO: 8.

Ancora una volta, grazie ad AsianWorld, ho scoperto che su un canale del digitale terrestre era in programmazione Ritratto di famiglia con tempesta, il piccolo gioiello di Hirokazu Kore-eda che desideravo vedere ormai da diverso tempo. Naturalmente non mi sono lasciato sfuggire l’occasione e, una volta terminata la visione, posso dire che le mie aspettative non sono state affatto deluse.

Trama

Il protagonista è Ryota, uno scrittore che da giovane aveva ottenuto un importante riconoscimento letterario e che oggi si ritrova a vivere una fase molto difficile della propria esistenza. Ha alle spalle un divorzio, un rapporto complicato con il figlio e una situazione economica sempre più precaria. Per tutta la vita ha cercato di non assomigliare al padre, un uomo incapace di gestire il denaro e costantemente alla ricerca di qualche espediente per andare avanti. Col passare degli anni, però, Ryota si rende conto che il destino lo sta lentamente portando proprio nella stessa direzione che aveva sempre cercato di evitare. Quando un tifone si abbatte su Tokyo, coglie l’occasione per mettere in atto un piccolo stratagemma e convincere l’ex moglie e il figlio a trascorrere la notte nella casa dell’anziana madre. Quella che inizialmente sembra una semplice situazione dettata dal maltempo diventa l’occasione per riunire una famiglia ormai divisa e tentare, almeno per una notte, di ricostruire un rapporto che il tempo e gli errori hanno profondamente incrinato. Nel corso di quelle ore riaffiorano ricordi, rimpianti, speranze e fragilità che coinvolgono tutti i protagonisti, trasformando il tifone in una metafora del caos emotivo che ognuno di loro porta dentro di sé.

Impressioni

La storia è estremamente semplice, proprio come suggerisce il titolo. Ritratto di famiglia con tempesta non cerca grandi colpi di scena, ma preferisce raccontare un frammento di vita quotidiana, lasciando che siano i dialoghi, gli sguardi e i piccoli gesti a costruire l’intensità del racconto. È proprio durante il tifone che tutti i nodi vengono al pettine e ogni personaggio si trova costretto ad affrontare il proprio passato, le proprie delusioni e le proprie speranze, dando vita a un racconto profondamente umano. Ancora una volta Hirokazu Kore-eda dimostra tutta la sua sensibilità nel trattare temi delicati come il divorzio, la povertà, il difficile rapporto tra genitori e figli e l’inevitabile avanzare della vecchiaia. Lo fa però senza mai cadere nel melodramma, mantenendo sempre un equilibrio perfetto tra momenti di malinconia, ironia e quotidianità. Uno degli aspetti che apprezzo maggiormente del suo cinema è proprio questa capacità di raccontare persone comuni senza forzare le emozioni. Tutto appare naturale, quasi come se lo spettatore stesse osservando la vita reale attraverso una finestra. La compianta Kirin Kiki offre ancora una volta un’interpretazione straordinaria. Il suo personaggio rappresenta il vero punto di equilibrio della famiglia, il filo invisibile che continua a unire tutti nonostante le incomprensioni e le difficoltà. Ogni volta che la rivedo in un film provo una piacevole malinconia, perché riusciva sempre a trasmettere una naturalezza e una dolcezza davvero uniche. Anche Hiroshi Abe, nel ruolo di Ryota, mi ha convinto pienamente, perché riesce a dare grande profondità a un uomo pieno di contraddizioni, combattuto tra il desiderio di cambiare e l’incapacità di lasciarsi alle spalle gli errori del passato. Fino a questo film lo avevo visto soltanto nella commedia Thermae Romae, e ritrovarlo in un ruolo così diverso mi ha piacevolmente sorpreso.

Conclusione

Ritratto di famiglia con tempesta è un’altra splendida dimostrazione del talento di Hirokazu Kore-eda nel raccontare la vita quotidiana con straordinaria sensibilità. Attraverso una vicenda semplice costruisce una riflessione profonda sulla famiglia, sui rimpianti, sul tempo che passa e sulla difficoltà di cambiare davvero. È uno di quei film che non hanno bisogno di grandi eventi per emozionare, ma bastano una casa, una notte di pioggia, una famiglia imperfetta e una serie di dialoghi autentici per dare vita a un racconto che lascia il segno. Consigliatissimo.

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dal film Ritratto di famiglia con tempesta di Hirokazu Kore-Eda.