- TITOLO ORIGINALE: MAQUIA – SAYONARA NO ASA NI YAKUSOKU NO HANA O KAZARO;
- REGIA: MARI OKADA;
- DURATA: 110MINUTI;
- ANNO: 2019;
- GENERE: ANIMAZIONE;
- VOTO: 9.
Maquia è uno di quei film di cui si parla troppo poco, ma che, secondo me, meriterebbero di essere visti almeno una volta. È un’opera dal gusto profondamente crepuscolare, capace di raccontare la vita e la morte con una delicatezza rara, ricordandoci che tra questi due estremi esiste un lungo cammino fatto di amore, dolore, speranza e inevitabili separazioni. Sono rimasto completamente rapito da questo film proprio per queste tematiche, che da sempre mi affascinano. Ancora oggi, ripensandoci, sono convinto che Maquia sia uno dei piccoli capolavori dell’animazione giapponese contemporanea.
Trama
La protagonista è Maquia, una ragazza appartenente agli Iorph, un antico popolo che vive isolato dagli esseri umani. La particolarità della sua razza è quella di raggiungere l’aspetto di un quindicenne e conservarlo per secoli, vivendo una vita straordinariamente lunga senza quasi mai invecchiare. La tranquillità del loro villaggio viene però spezzata quando l’esercito del regno di Mezarte attacca gli Iorph. Il massacro è devastante, molti abitanti perdono la vita e una giovane ragazza viene rapita per essere data in sposa al principe del regno, nella speranza di ottenere un erede dalla lunga vita. Nel caos dell’attacco Maquia riesce miracolosamente a salvarsi e si ritrova improvvisamente sola, privata della propria casa, della propria famiglia e di tutto ciò che aveva sempre conosciuto. Vagando senza una meta e ormai sopraffatta dalla disperazione, incontra un neonato sopravvissuto all’assalto di alcuni briganti che hanno sterminato la sua famiglia. È proprio in quel momento che la sua vita cambia completamente. Maquia decide di prendersi cura del bambino e di crescerlo come fosse suo figlio. Da quel momento inizia un lungo e difficile viaggio durante il quale dovrà nascondere la propria vera natura, cercare un luogo dove vivere e affrontare mille difficoltà pur di offrire un futuro migliore a quella piccola creatura. La consapevolezza più dolorosa accompagna però ogni momento della loro esistenza: il bambino crescerà, diventerà un uomo e invecchierà, mentre Maquia continuerà ad avere per sempre l’aspetto di una ragazza di quindici anni…
Impressioni
Maquia è uno di quei film che riescono a emozionare senza bisogno di grandi effetti o continui colpi di scena. Tutto ruota attorno ai sentimenti dei personaggi e al profondo legame che nasce tra Maquia e il bambino che decide di adottare. Entrambi hanno perso tutto a causa della violenza, ma trovano nella reciproca presenza la forza per ricominciare. Il loro rapporto diventa il centro dell’intera narrazione e cresce insieme alle difficoltà della vita, mostrando quanto possa essere forte l’amore incondizionato tra una madre e un figlio, anche quando non esiste alcun legame di sangue. Il film affronta con grande sensibilità il trascorrere del tempo, la crescita, il distacco e l’inevitabilità della morte, contrapponendoli all’immortalità degli Iorph. È proprio questo contrasto a rendere la storia così intensa e malinconica, perché ogni momento felice porta con sé la consapevolezza che nulla durerà per sempre. Dal punto di vista visivo il film è semplicemente splendido. Le animazioni trasmettono una grande delicatezza e accompagnano perfettamente il tono della storia. Ogni paesaggio, ogni colore e ogni inquadratura sembrano voler raccontare le emozioni dei protagonisti ancora prima delle parole, creando un’atmosfera che riesce davvero a scaldare l’anima. Anche il ritmo narrativo contribuisce a rendere l’opera così particolare. La storia procede lentamente, senza fretta, lasciando che ogni evento trovi il proprio spazio e il proprio significato. Questa scelta mi ha ricordato molto I racconti di Terramare, dove la narrazione preferisce raccontare attraverso le immagini, i silenzi e le emozioni piuttosto che affidarsi continuamente ai dialoghi. È una lentezza che potrebbe non piacere a tutti, ma che personalmente ho apprezzato molto, perché permette allo spettatore di entrare gradualmente nella vita dei protagonisti e di vivere insieme a loro ogni gioia e ogni sofferenza.
Conclusione
Maquia è un film che racconta con straordinaria sensibilità il significato dell’amore, della maternità e del tempo che passa. Dietro una storia fantasy si nasconde una riflessione profonda sulla vita, sulla morte e sul valore dei legami che costruiamo durante il nostro cammino. È un’opera che emoziona con delicatezza, senza mai cercare scorciatoie, affidandosi esclusivamente alla forza dei suoi personaggi e dei loro sentimenti. Per quanto mi riguarda è una di quelle opere che rimangono dentro anche molto tempo dopo la fine della visione. Un piccolo capolavoro che consiglio a chiunque ami le storie intime, malinconiche e profondamente umane. Consigliatissimo.
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Revisione della recensione: 05-07-2026.
Essi che vivono tessendo la stoffa lontano dagli insediamenti umani vengono chiamati così, la Stirpe delle Separazioni
dal film anime Maquia di Mari Okada.
