Maboroshi


  • TITOLO ORIGINALE: ARISU TO TERESU NO MABOROSHI KOJO;
  • REGIA: MARI OKADA;
  • DURATA: 111MINUTI;
  • ANNO: 2023;
  • GENERE: DRAMMATICO;
  • VOTO: 8.

Maboroshi è uno di quei film che rientrano perfettamente nella categoria “piace o non piace”. Non è un’opera immediata, né tantomeno costruita per catturare lo spettatore fin dai primi minuti. Si muove con un ritmo lento, prendendosi tutto il tempo necessario per presentare i personaggi e le dinamiche della storia. Questo può risultare affascinante per alcuni, ma anche respingente per altri. Personalmente, devo dire che mi ha incuriosito, anche se non sempre è riuscito a tenermi completamente agganciato.

Trama

La storia segue Masamune, uno studente che vive nella città di Mifuse. Un giorno, un’esplosione nella fabbrica siderurgica cambia tutto, da quel momento la città sembra rimanere intrappolata nel tempo. Nessuno può più uscire dai suoi confini e le stagioni smettono di esistere, Mifuse si ritrova immersa in un inverno perenne, sospesa in una realtà immobile. Secondo alcune persone, tra cui il capo sacerdote legato alla fabbrica, si tratta di una punizione divina, un dio locale avrebbe deciso di condannare la città per aver sfruttato troppo le risorse della terra. Gli abitanti vivono così in una sorta di apatia emotiva e i giovani, compreso Masamune, trascorrono le giornate in modo quasi distaccato, cercando di riempire il vuoto con gesti e comportamenti che sembrano voler verificare se siano ancora davvero vivi. La situazione cambia quando Masamune, insieme alla compagna di classe Mutsumi, scopre all’interno dell’acciaieria una ragazza misteriosa di nome Itsumi. Itsumi è diversa da chiunque altro, sembra vivere allo stato brado, senza alcuna educazione o contatto con il mondo esterno. Mutsumi la tiene nascosta e chiede a Masamune di aiutarla a prendersi cura di lei. Da quel momento nasce un legame tra i tre, mentre la città inizia a mostrare segni inquietanti di cambiamento. Nel cielo compaiono delle fessure, attraverso le quali si intravede un azzurro che contrasta con l’inverno eterno. Queste crepe vengono poi “richiuse” da colonne di fumo a forma di drago, come se una forza superiore cercasse di mantenere intatto quell’equilibrio fragile. Masamune e i suoi amici si ritrovano così coinvolti in un percorso che li porterà a interrogarsi sulla loro realtà, sulla natura della città e sul misterioso legame tra Itsumi e ciò che esiste al di là di quelle fessure.

Impressioni

Maboroshi porta chiaramente la firma di Mari Okada. Chi ha già visto Maquia ritroverà lo stesso approccio, una narrazione lenta, introspettiva, fortemente concentrata sui sentimenti e sulle relazioni tra i personaggi. Una delle cose che ho apprezzato di più è l’inizio del film. Dopo una breve introduzione legata all’esplosione, ci si ritrova subito in una realtà già avviata, senza spiegazioni immediate e lo spettatore è spiazzato, proprio come i protagonisti. All’inizio non si capisce perché tutti siano così freddi, distaccati, quasi svuotati, ma è proprio questa costruzione graduale che permette al film di sviluppare il suo mondo poco alla volta. I personaggi sono ben caratterizzati, soprattutto il trio formato da Masamune, Mutsumi e Itsumi. Non tutto ruota esclusivamente attorno a loro, ma è grazie al loro punto di vista che riusciamo a comprendere la città di Mifuse e le sue dinamiche, il rapporto tra i tre è il vero cuore del film. Dal punto di vista visivo, l’anime è molto curato, con una resa grafica elegante e atmosfere suggestive. Anche la colonna sonora accompagna bene i momenti chiave, senza risultare mai invasiva. Detto questo, il ritmo rimane un elemento critico. In alcuni momenti ho perso un po’ di concentrazione e ci sono passaggi davvero molto lenti che possono mettere alla prova la pazienza. Anche il finale mi ha lasciato leggermente spiazzato. Alcuni elementi non sono del tutto chiari, e probabilmente richiederebbero una seconda visione per essere assimilati meglio… oppure vanno accettati così, con quel tipico alone di mistero…

Conclusione

Maboroshi è un film profondamente introspettivo, che esplora l’animo umano attraverso una storia sospesa tra realtà e simbolismo. Parla di amicizia, amore, crescita, ma anche di resilienza, della capacità di andare avanti anche quando il mondo intorno sembra essersi fermato. Non è un film per tutti, richiede pazienza, attenzione e una certa predisposizione verso un racconto lento e riflessivo, ma se si entra nella sua atmosfera, riesce a lasciare qualcosa. Consigliatissimo.

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Incontrare voi due è stato così bello.

dal film anime Maboroshi di Mari Okada.