L’innocenza


  • TITOLO ORIGINALE: KAIBUTSU;
  • REGIA: HIROKAZU KORE-EDA;
  • CAST: SAKURA ANDO, EITA NAGAYAMA, SOYA KUROKAWA, MITSUKI TAKAHATA, AKIHIRO KAKUTA, SHIDO NAKAMURA;
  • DURATA: 122minuti;
  • ANNO: 2023;
  • GENERE: DRAMMATICO;
  • VOTO: 9.

KAIBUTSU

Dopo una lunga attesa, finalmente L’Innocenza di Hirokazu Kore-eda è approdato in streaming. Ed è proprio il caso di dire che l’attesa è stata ripagata, perché ci si ritrova davanti a un’opera toccante, sorprendente, che scava nell’animo umano con delicatezza, ma senza fare sconti.

Trama

Minato è un ragazzino delle elementari, chiuso e silenzioso. Dopo la morte del padre, vive con la madre Saori, che con grande impegno cerca di mantenere in equilibrio la quotidianità. Ma qualcosa in Minato cambia, si comporta in modo strano, si taglia i capelli da solo, sembra tormentato. Preoccupata, Saori indaga e scopre che dietro quei segnali potrebbe esserci una figura precisa e cioè il professore Hori, che lei sospetta essere violento. Quando si reca a scuola, trova una preside apatica e un corpo docenti intento più a tutelare l’istituzione che a cercare la verità. Ma le apparenze ingannano. Il film si struttura in atti distinti, ognuno raccontato dal punto di vista di un personaggio diverso. Saori, il prof. Hori, la preside Makiko e infine lo stesso Minato. Ogni nuova prospettiva getta una luce diversa sugli stessi eventi, ribaltando completamente ciò che sembrava certo, in un crescendo drammatico che culmina con l’arrivo di un tifone.

Impressioni

Kore-eda, uno dei miei registi giapponesi preferiti (autore di perle come After Life e Un affare di famiglia), in questo film sembra voler cambiare passo, pur restando fedele alla sua sensibilità. La struttura a capitoli, quasi teatrale, permette una narrazione raffinata e multilivello, dove ogni punto di vista aggiunge tasselli fondamentali per capire davvero la storia. L’impressione iniziale di essere di fronte a un classico dramma scolastico si dissolve rapidamente, perché L’Innocenza si trasforma in un’opera profonda e disturbante, che mette a nudo i meccanismi dei pregiudizi, la difficoltà dell’ascolto, la paura dell’altro. La costruzione dei personaggi è calibrata con estrema cura, Saori è una madre dolente e combattiva, il professor Hori è ambiguo ma umano, la preside Makiko incarna il gelo dell’istituzione, e Minato si rivela l’elemento più fragile e allo stesso tempo più puro. Il modo in cui il film suggerisce il tema della diversità, senza mai nominarlo esplicitamente, è magistrale. Come lo è la tensione emotiva che cresce di atto in atto, portando lo spettatore a riconsiderare ogni giudizio dato fino a quel momento, spingendo lo spettatore a guardarsi dentro e a riflettere su quanto facilmente possiamo sbagliare, in buona fede, semplicemente perché abbiamo scelto di ascoltare una sola voce.

L’Innocenza ha vinto il premio come miglior sceneggiatura al Festival di Cannes 2023.

Conclusione

L’Innocenza è un film che chiede attenzione, pazienza e soprattutto apertura. Kore-eda firma un’opera sottile e stratificata, dove nulla è come sembra e ogni verità è relativa al punto di vista da cui la si osserva. Una pellicola sull’amore incondizionato, sull’emarginazione, sul peso delle parole e dei silenzi. Consigliatissimo.

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Perché sono nato?

dal film L’innocenza di Hirokazu Kore-Eda.