- TITOLO ORIGINALE: AN;
- REGIA: NAOMI KAWASE;
- CAST: KIRIN KIKI, MASATOSHI NAGASE, KYARA UCHIDA;
- DURATA: 113minuti;
- ANNO: 2014;
- GENERE: DRAMMATICO;
- VOTO: 9.
Un film poetico, dolce e delicato che trasporta la dura realtà nei nostri pensieri, avvolgendoci dolcemente, questo è “Le Ricette della Signora Toku”.
Trama
Sentaro è il proprietario di un piccolo negozio di Dorayaki, un dolce giapponese, ma il suo locale fatica a decollare e i clienti sono pochi. Tra questi c’è Wakana, una studentessa che, pur avendo problemi familiari, si rifugia nel negozio per trovare un po’ di sollievo. Un giorno una donna anziana con le mani deformate, la signora Toku, si propone di lavorare nel negozio, ma Sentaro la rifiuta gentilmente, ritenendo che non possa svolgere il lavoro. Tuttavia la signora Toku non si arrende e gli porta una marmellata fatta da lei, migliorando significativamente la qualità dei Dorayaki. Sentaro, colpito dalla bontà della marmellata, decide di assumerla e così nasce una profonda amicizia tra i due. Tuttavia, nonostante il successo del locale, la società moderna non è pronta ad accettare la signora Toku, che vive in un sanatorio per lebbrosi, e la paura della malattia porta la comunità a boicottare il negozio. La dura realtà dei pregiudizi affiora e minaccia di distruggere la serenità di Sentaro e Toku.
Impressioni
Le ricette della signora Toku è un film delicato, ma carico di significato, che racconta la drammatica realtà dei malati di lebbra in Giappone, un tema che, purtroppo, non è ben conosciuto al di fuori di quel contesto. La lebbra, pur rendendo le persone deformi, è oggi una malattia curabile e non più contagiosa, tuttavia nel passato, coloro che ne erano affetti venivano isolati dalla società, rinchiusi in sanatori dove erano costretti a vivere in condizioni terribili e senza contatti con i propri cari. Addirittura se una persona in questi sanatori restava incinta, veniva praticato l’aborto. Solo nel 1996, dopo decenni di lotte, fu abolita la legge di quarantena, poiché i casi di lebbra erano scomparsi da quasi cinquanta anni. Nonostante la legge fosse stata abrogata, l’indifferenza e, soprattutto, i pregiudizi nei confronti di queste persone non sono mai cessati, lasciandole relegate ai margini della società. Il film esplora con una narrazione sensibile queste problematiche, offrendo uno spaccato di vita che fa riflettere non solo sul caso specifico dei malati di lebbra in Giappone, ma anche più in generale sui pregiudizi che ogni società tende ad alimentare. È una denuncia contro l’esclusione sociale, ma anche una riflessione più ampia sulla natura del pregiudizio, che permea molte realtà. Nessuno può affermare di non aver mai provato pregiudizi, anche nei confronti di qualcosa di apparentemente insignificante, e sebbene possano sembrare innocui, i pregiudizi sono sempre un’arma a doppio taglio che danneggia chi ne è vittima. Le ricette della signora Toku ci ricorda che, nonostante la difficoltà di combattere tali pregiudizi, è possibile farlo. Sta nella bontà e nell’intelligenza di ciascun individuo il superare queste barriere, per costruire un mondo più aperto e accogliente. Il film ci invita a riflettere sul nostro ruolo in una società che troppo spesso rifiuta ciò che è diverso, per poi ricordarci che solo affrontando e smantellando queste barriere possiamo rendere il mondo un posto migliore in cui vivere.
Grazie Signora Toku, mi hai fatto ricordare come possiamo essere migliori.
Conclusione
Le ricette della signora Toku non è solo un film che racconta la storia di una donna emarginata dalla società, ma è una riflessione universale sui pregiudizi e sulle barriere che ancora oggi esistono tra le persone. È un invito a lottare contro le ingiustizie e a cercare la bellezza in ogni persona, al di là delle sue differenze. Consigliatissimo.
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Revisione della recensione: 23-03-2025.
Noi siamo nati per osservare e ascoltare questo mondo. Solo così, anche senza riuscire nella vita, possiamo davvero trovare un senso alla nostra esistenza.
dal film Le ricette della signora Toku di Naomi Kawase.
