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Le ricette della signora Toku

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Sentaro è un uomo che lavora in un piccolo baracchino di Dorayaki, un famoso dolce tipico giapponese. I giorni trascorrono lenti e Sentaro riceve solo pochi clienti, tra cui Wakana, una studentessa con qualche problema di famiglia e la voglia di evadere dalla sua quotidianità. Tra i due nasce una buona amicizia, entrambi sono emarginati dalla società che non li comprende e non li aiuta. Un giorno al locale si presenta la signora Toku, un anziana donna che, leggendo la richiesta di aiutante nel locale, si propone per lavorare lì. Sentaro però garbatamente le dice che non può aiutarla, il lavoro è faticoso e siccome la donna ha strane malformazioni alle mani, il lavoro è assolutamente improponibile per lei e la congeda con un Dorayaki in regalo. La donna un po’ delusa se ne va, ma il giorno dopo si ripresenta e dice a Sentaro che i suoi Dorayaki sono buoni, ma la marmellata An, fatta con dei fagioli, non è buona e così la signora Toku regala all’uomo la marmellata fatta da lei. Sentaro dopo che la donna se ne è andata assaggia la marmellata e ne rimane incantato, la bontà di quel prodotto, rispetto a quella che lui compra già fatta, è nettamente superiore. Il terzo giorno la signora Toku si ripresenta e Sentaro decide di assumerla come aiutante nella preparazione della marmellata. Tra il “Principale” e la signora Toku nasce un profondo senso di amicizia, ma purtroppo la serenità di quei giorni stanno per finire. Nonostante il successo del locale, grazie alla bontà della marmellata, i pregiudizi della gente tornano a galla risprofondando il locale nella “solitudine”. Il motivo è che la signora Toku vive in un sanatorio per lebbrosi e nonostante sia stata abolita la legge nel 1996 sull’isolamento di queste persone e nonostante non sia più contagiosa, la gente ha paura e non vuole più avere a che fare con il locale, diventato sinonimo di “contagio”. Sentaro non accetta questo, ma la dura realtà è implacabile con la donna come con lui, senza pietà.

Il film, trasmesso recentemente su Sky, è apparso nei cinema italiani l’anno scorso a sorpresa. Purtroppo non ero riuscito ad andarlo a vedere, però non ho perso il mio interesse per questo film e così ho aspettato l’uscita del dvd. Con mia sorpresa però, Sky Italia mi ha regalato la visione de “Le ricette della signora Toku” nella sua programmazione. La mia impressione è stata quella di vedere un film delicato di denuncia sulle condizioni inflitte ai malati di lebbra in Giappone. Questa brutta malattia rende le persone deformi, ma si può curare rendendola innocua e non più contagiosa. In Giappone queste persone venivano isolate dalla società, rinchiuse in sanatori dove non potevano uscire e avere contatti con i propri familiari. Se qualcuna delle persone che stavano in questi sanatori rimaneva incinta, veniva praticato persino l’aborto. Solo nel 1996 è stata abolita la legge di “quarantena”, visto che nuovi casi non esistevano più da quasi cinquant’anni e più. Purtroppo però l’indifferenza e  sopratutto i pregiudizi della gente ha portato queste persone ad essere sempre isolate dal mondo. Recentemente le vittime di questo isolazionismo hanno chiesto i danni e le scuse formali al governo giapponese. Il film “Le ricette della signora Toku” riassume tutto ciò e per chi come me non ha visto questa discriminazione nel proprio paese vede nel film una denuncia contro i pregiudizi della società in generale. Si, i pregiudizi; ne siamo pieni, ci viviamo con i pregiudizi, nessuno può dire di non aver mai avuto pregiudizi nei confronti di qualcosa, e anche se è magari un pregiudizio banale, è comunque un arma a doppio taglio che non fa male a noi, ma solo a chi ne subisce le sue conseguenze. Nasciamo e conviviamo con questi pregiudizi, sta nell’intelligenza e nella bontà di ogni individuo combatterli; non è facile e il film lo dimostra in tutta la sua totalità, ma si può e solo così il mondo potrà essere qualcosa di bellissimo in cui viverci.

Grazie Signora Toku, mi hai fatto ricordare come possiamo essere migliori.

TITOLO ORIGINALE: AN; REGIA: NAOMI KAWASE; CAST: KIRIN KIKI, MASATOSHI NAGASE, KYARA UCHIDA; ANNO: 2014; DURATA: 113 MINUTI; GENERE: DRAMMATICO.

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