Golden Kamuy


  • TITOLO ORIGINALE: GOLDEN KAMUY;
  • REGIA: SIGEAKI KUBO;
  • CAST: KENTO YAMAZAKI, ANNA YAMADA, YUMA YAMOTO, HIROSHI TACHI, HIROSHI TAMAKI, SHUNTARO YANACHI;
  • DURATA: 128minuti;
  • ANNO: 2024;
  • GENERE: AVVENTURA;
  • VOTO: 8.

Era da un po’ che tenevo d’occhio questo film, curioso di scoprire se Golden Kamuy fosse davvero all’altezza della fama che lo precede. E sì, l’attesa è stata ben ripagata.

Trama

Siamo all’inizio del Novecento, durante la guerra russo-giapponese. Saichi Sugimoto, un soldato imperiale noto come “l’immortale”, sopravvive a ogni battaglia, anche quelle che sembrano impossibili, ma la guerra lascia segni profondi. Ora che il conflitto è finito, Sugimoto si rifugia nell’Hokkaido, alla ricerca dell’oro per onorare una promessa fatta a un amico caduto. Un giorno, un vecchio soldato, gli racconta una strana storia. Un uomo chiamato Noppera-bo avrebbe rubato un’enorme quantità d’oro appartenente al popolo Ainu e che, dopo esser stato catturato, ha tatuato la posizione del tesoro sui corpi di 24 prigionieri. Ora quei 24 uomini sono evasi e ognuno possiede un pezzo di mappa. Sugimoto decide di iniziare una caccia al tesoro, ma viene attaccato da un orso finché non interviene Asirpa, una giovane ragazza Ainu con un passato legato proprio a Noppera-bo. Nasce così un’insolita alleanza, un soldato segnato dalla guerra e una ragazza decisa a vendicare il padre. Insieme iniziano un viaggio tra natura selvaggia, pericoli mortali e misteri da svelare.

Impressioni

Premessa doverosa. Non ho mai letto il manga né visto l’anime, quindi parlo esclusivamente da spettatore semplice dell’universo narrativo. E posso dire che il film funziona, sia come introduzione all’opera che come avventura indipendente.

La trama, incentrata sulla ricerca dei 24 prigionieri tatuati, è originale, affascinante e piena di tensione narrativa. La componente storica (il dopoguerra, la cultura Ainu, la sopravvivenza nei territori ghiacciati del nord) si mescola perfettamente a quella più romanzata e avventurosa. Il tono a tratti è duro, ma non manca di umanità. Sugimoto, interpretato con grande intensità da Kento Yamazaki (già visto in Alice in Borderland), è un personaggio pieno di contrasti, brutale e determinato, ma segnato dal dolore e dalla colpa. La sua immortalità apparente non è altro che una condanna a sopravvivere a tutto e a tutti. Asirpa, invece, è l’anima del film. Anna Yamada le dona uno sguardo intelligente, una forza-calma che si contrappone perfettamente all’irruenza di Sugimoto. Inizialmente misteriosa, man mano rivela il suo codice morale, la sua profonda connessione con la natura e la sua determinazione. Le scene d’azione sono ben coreografate, crude e realistiche, a tratti anche molto violente. L’attacco dell’orso ai soldati nella foresta, davvero brutale, è uno dei momenti più “shock” del film, ti fa saltare sulla sedia, come è successo a me. Il film è solo l’inizio di tutta la storia, si percepisce chiaramente che ci sono ancora tanti personaggi da introdurre, molti fili narrativi da svelare, il finale ne svela alcuni, e che siamo solo all’apertura di una bellissima storia molto più ampia.

Conclusione

Golden Kamuy è un ottimo punto di partenza per chi, come me, si avvicina per la prima volta a questa storia. Non è solo una caccia al tesoro tra paesaggi innevati, ma è un viaggio umano, culturale e storico, dove ogni incontro può cambiare il destino dei protagonisti. E se tutto questo è solo l’inizio non vedo l’ora di scoprire il resto. Consigliatissimo.

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dal film Golden Kamuy.