Flavors of Youth


  • TITOLO ORIGINALE: SE SHI QINGCHUN – SHIKIORIORI; 
  • REGIA: JIAOSHOU YI XIAOXING, YOSHITAKA TAKEUCHI, HAOLING LI; 
  • CAST: N.D.; 
  • DURATA: 74 MINUTI; 
  • ANNO: 2018; 
  • GENERE: DRAMMATICO;
  • VOTO: 7,5.

Grazie a Netflix ho finalmente potuto vedere Flavors of Youth, un film d’animazione particolare perché composto da tre cortometraggi indipendenti, ma collegati da un filo comune, la memoria, la crescita e la malinconia del tempo che scorre. Realizzato dalla celebre casa di animazione giapponese Comix Wave Films (gli stessi de Il Giardino delle Parole) insieme allo studio cinese Haoliners Animation League, questo progetto unisce due sensibilità artistiche diverse, creando un piccolo mosaico di emozioni quotidiane.

Trama

Il primo capitolo, “Hidamari no Choshoku – Gli spaghetti di riso”, racconta la storia di un uomo che, ormai trasferito a Pechino, ripensa con nostalgia alle mattine della sua infanzia, quando mangiava gli spaghetti di riso preparati dalla sua amata nonna. Un sapore semplice, legato alle tradizioni e ai ritmi lenti di un tempo che sembra ormai irraggiungibile.

Il secondo cortometraggio, “Chiisana Fashion Show – Una piccola sfilata di moda”, è ambientato a Canton e segue due sorelle rimaste orfane. Una è una modella affermata, l’altra studia ancora. Vivono insieme, sostenendosi a vicenda, ma il peso degli anni inizia a farsi sentire per la sorella maggiore, costretta a fare i conti con un mondo, quello della moda, spietato e veloce. La crisi personale che ne deriva trascina con sé anche chi le sta accanto.

Infine, “Shanghai Koi – Amore a Shanghai” narra di un ragazzo che, durante un trasloco, trova una vecchia musicassetta mai ascoltata registrata dal suo primo amore. È il punto di partenza per un viaggio nei ricordi, tra rimpianti, dolcezza e il pensiero costante di un sentimento che non si è mai del tutto spento.

Impressioni

Flavors of Youth è la dimostrazione di come sia possibile raccontare emozioni profonde senza artifici, effetti speciali o intrecci complicati. I tre cortometraggi sono piccoli ritratti di vita moderna, ognuno con la propria atmosfera e la propria malinconia e tutti hanno la capacità di toccare corde molto intime. Nel primo episodio torna forte il tema della perdita delle tradizioni. Quel piatto semplice, simbolo di amore familiare e di un’infanzia serena, diventa qualcosa che la frenesia della vita urbana finisce per cancellare, ed è forse il più nostalgico dei tre, perché parla di un legame che si percepisce come irrimediabilmente lontano. Il secondo “capitolo”, dedicato al mondo della moda, affronta con delicatezza la fragilità di chi vive sotto pressione costante. La paura di invecchiare, di non essere più all’altezza, di deludere chi ti è accanto, una storia che parla di sacrifici e di solitudine, ma anche del bisogno di riscoprire sé stessi oltre i riflettori. Il terzo cortometraggio, invece, è un dolce tuffo nel passato. Racconta l’amore giovanile, quello che resta incastonato nei ricordi anche quando la vita va avanti. Un sentimento puro, fatto di piccoli gesti e silenzi, che lascia nel cuore un misto di dolore e serenità. Ogni segmento offre una fotografia diversa della società contemporanea, dalla distanza dalle proprie radici, alla competizione lavorativa, fino ai rimpianti sentimentali. Tutto narrato con una sensibilità leggera, ma incisiva.

Conclusione

Flavors of Youth è un’ora di malinconia dolce e delicata. Tre storie semplici, ma colme di sentimenti autentici, che parlano di crescita, perdita e legami che resistono nel tempo. Non è un film che cerca il colpo di scena o la grande emozione, ma un’opera che accarezza i ricordi e accompagna lo spettatore in un viaggio quieto, intimo e profondamente umano. Consigliatissimo.

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Revisione della recensione: 23-11-2025.

Mia nonna mi diceva sempre: Un buon pasto sostiene il cammino di colui che ama profondamente il buon cibo.

Dal film anime Flavors of Youth.