Il giardino delle parole


  • TITOLO ORIGINALE: KOTONOHA NO NIWA;
  • REGIA: MAKOTO SHINKAI;
  • DURATA: 45MINUTI;
  • ANNO: 2014;
  • GENERE: SENTIMENTALE;
  • VOTO: 8,5.

Un altra piccola gemma poetica di Makoto Shinkai, Il Giardino delle Parole è un lungometraggio del 2014 uscito nei cinema italiani per un solo giorno.

Trama

La storia racconta di Takao, un giovane ragazzo delle scuole superiori che, durante la stagione delle piogge, decide di saltare la scuola per recarsi in un parco della sua città. Qui, isolato dal mondo e sotto il rumore rilassante della pioggia, Takao dedica il suo tempo alla lettura e al sogno di diventare un calzolaio. Un giorno però, durante uno dei suoi momenti solitari, incontra una donna più grande di lui, Yukino, che si rifugia nel parco per sfuggire alle difficoltà della sua vita. Nonostante la differenza d’età e le circostanze, tra i due nasce una complicità silenziosa. Con il passare dei giorni, Yukino e Takao si incontrano regolarmente ogni volta che piove e iniziano così a conoscersi lentamente. Mentre Takao condivide il suo sogno di diventare un artigiano, Yukino rivela dettagli sulla sua vita adulta, fatta di difficoltà personali e di un lavoro che non la soddisfa. Il loro legame cresce in modo sottile e poetico, tra parole non dette e sentimenti nascosti. La pioggia diventa il loro rifugio comune, simbolo di un mondo protetto dove i due protagonisti possono riflettere e confrontarsi senza le pressioni esterne.

Impressioni

Il “Giardino delle Parole” di Makoto Shinkai è un film che, pur durando solo 45 minuti, riesce a racchiudere un’intensità emotiva incredibile. La sua forza sta nella capacità di trattare la complessità dei sentimenti umani attraverso la semplicità dei piccoli gesti quotidiani, creando una storia che affascina e coinvolge senza bisogno di eventi eclatanti. La trama, pur essendo minimale, esplora in modo profondo il tema della solitudine, della crescita emotiva e del confine sottile tra adolescenza e maturità. La storia ruota attorno a Takao e Yukino, e si sviluppa lentamente, grazie alla costante presenza della pioggia, che diventa il filo conduttore di un’intima relazione che cresce attraverso scambi di parole semplici ma significative. Entrambi portano con sé ferite interiori e solitudine, ma proprio grazie a questo incontro si trovano a confrontarsi con se stessi e con il proprio destino. La pioggia, che all’inizio sembra solo uno scenario, diventa così un potente simbolo di purificazione e di riflessione, quasi come se il mondo si fermasse per permettere loro di avvicinarsi e conoscersi. Al film ho trovato una similitudine con il mare, che inizia con onde impercettibili per poi crescere e infrangersi sulla spiaggia, un’immagine che si adatta perfettamente alla progressione emotiva della storia.

Conclusione

Il Giardino delle Parole” è un film che esplora temi come la solitudine, la crescita, il desiderio di cambiamento e la ricerca di se stessi, il tutto racchiuso in una narrazione delicata, visivamente straordinaria, che gioca con la bellezza della natura e l’introspezione dei personaggi. Consigliatissimo.

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Revisione della recensione: 24-11-24.

In realtà, la stagione delle piogge, speravo che non finisse mai.

dal film anime Il giardino delle parole di Makoto Shinkai.