- TITOLO ORIGINALE: IRUKA;
- SCRITTO DA: BANANA YOSHIMOTO;
- ANNO DI PUBBLICAZIONE IN ITALIA: 2010;
- ANNO DI PUBBLICAZIONE IN GIAPPONE: 2006;
- EDITO IN ITALIA DA: I CANGURI FELTRINELLI;
- VOTO: 6,5.
Con il libro Delfini, Banana Yoshimoto entra in una dimensione ancora più intima del suo universo narrativo, costruendo una storia che parla di amore, solitudine e trasformazione con una delicatezza quasi privata. Fin dalle prime pagine si percepisce che non si tratta di un racconto rumoroso, ma è un libro che si muove sottovoce, accompagnando il lettore in un viaggio interiore fatto di scelte difficili e nuovi inizi.
Trama
Kimiko è una giovane scrittrice di romanzi d’amore, ha una relazione con Goro, ma una sera, dopo una visita all’acquario di Tokyo per osservare i delfini, comprende che quella storia non può avere un futuro. Goro convive con un’altra donna, più grande di lui, dalla quale non intende separarsi. Consapevole di questa realtà, Kimiko decide di lasciare Tokyo e rifugiarsi in un tempio vicino al mare. È un gesto di allontanamento, ma anche di ricerca di uno spazio nuovo in cui ascoltare se stessa. Qui incontra Mami, una ragazza dalle doti soprannaturali, che le rivela qualcosa di inatteso, la sua gravidanza. Da quel momento la sua percezione del mondo cambia. Le notti si popolano di sogni in cui i delfini diventano presenze costanti, simboli misteriosi che sembrano accompagnarla verso un futuro diverso da quello che aveva immaginato.
Impressioni
Delfini è un romanzo profondamente intimo, perché non si concentra tanto sugli eventi, quanto sulle emozioni che li attraversano. Kimiko è una protagonista fragile, ma determinata, costretta a confrontarsi con una realtà sentimentale incompleta e con una maternità inattesa. La scelta di lasciare Tokyo e rifugiarsi vicino al mare rappresenta un passaggio importante. Abbandonare ciò che è stato per aprirsi a ciò che potrebbe essere. I delfini, che ricorrono nei sogni e nei pensieri di Kimiko, assumono un valore quasi spirituale, come guide silenziose in un momento di transizione. Ho percepito in questo romanzo una dimensione ancora più raccolta rispetto ad altre opere dell’autrice. È una storia che non cerca il conflitto esterno, ma si concentra sull’evoluzione interiore. Il dolore non è drammatico, ma lieve e persistente, come una corrente che scorre sotto la superficie. Yoshimoto apre qui una nuova area emozionale del suo mondo narrativo, quella della maternità, della responsabilità e della possibilità di riscrivere il proprio destino.
Conclusione
Delfini è un romanzo delicato, quasi sussurrato, che parla di amore non corrisposto, di maternità e di rinascita. È una lettura che scorre come il mare che fa da sfondo alla storia, con una calma apparente, capace di muovere profondamente ciò che sta dentro. Consigliato.
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Revisione della recensione: 29-11-2021.
