- TITOLO ORIGINALE: KIMI NO SUIZO WO TABETAI;
- REGIA: SHINICHIRO USHIJIMA;
- DURATA: 115MINUTI;
- ANNO: 2018;
- GENERE: DRAMMATICO;
- VOTO: 8,5.
Ho atteso questo film per un po’. Da quando avevo visto il trailer al cinema sapevo che prima o poi sarebbe arrivato il momento giusto per guardarlo. E quando finalmente l’ho fatto, ho capito che Voglio mangiare il tuo pancreas non è solo un film, ma un’opera intensa, delicata e profondamente umana. Un anime che lascia il segno.
Trama
La storia ruota attorno a Haruki, un ragazzo introverso, solitario, quasi invisibile agli occhi dei compagni di classe. Un giorno, per caso, in ospedale trova un diario intitolato Diario della Malattia. scoprendo che è il diario di Sakura, sua compagna di classe, una ragazza solare ed energica affetta da una grave malattia al pancreas. Sakura decide di confidarsi proprio con lui, rivelandogli che solo la sua famiglia, e ora Haruki, sono a conoscenza della sua condizione terminale. Da quel momento tra i due nasce un legame particolare e Sakura trascina Haruki fuori dal suo guscio, coinvolgendolo in una serie di esperienze e momenti che desidera vivere prima che il tempo le venga sottratto.
Impressioni
Raccontata così, la trama potrebbe sembrare quasi insostenibile per intensità emotiva e in effetti lo è. È una storia che fin dall’inizio porta con sé una consapevolezza dolorosa e ciò che conta è il percorso che i due ragazzi compiono insieme. Un rapporto che va oltre la semplice infatuazione adolescenziale e si trasforma in qualcosa di più profondo, capace di lasciare un’impronta duratura nelle loro vit, trattando un tema, come la malattia terminale, con una dolcezza sorprendente. Voglio mangiare il tuo pancreas è un’ode alla vita dove Sakura incarna la forza di chi sceglie di vivere pienamente ogni giorno, nonostante tutto. La sua idea che “vivere significa toccare gli altri ed essere toccati” è il cuore pulsante dell’intera storia. Non è una frase retorica, è una dichiarazione di vita. Haruki, al contrario, rappresenta l’isolamento, il distacco emotivo, ed è proprio grazie a Sakura che impara cosa significa aprirsi agli altri. Il loro rapporto diventa il simbolo di quanto i legami possano trasformarci. Il film non indulge nel melodramma, ma lascia che siano i piccoli gesti, gli sguardi, le conversazioni semplici a costruire l’intensità emotiva. Personalmente sono rimasto profondamente colpito, perché è un racconto che parla di un tema inevitabile come la perdita, ma lo fa con luce e speranza. Non nega il dolore, ma invita a guardare avanti, con il sorriso, perché la vita, per quanto fragile, è unica.
Conclusione
Voglio mangiare il tuo pancreas è un film unico, intenso, capace di parlare d’amore e amicizia senza cadere nella banalità. È una storia che insegna che possiamo scegliere come vivere il tempo che abbiamo. Un anime che stringe il cuore, ma che allo stesso tempo lo riempie. E che, una volta finito, continua a far riflettere. Consigliatissimo.
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Voglio mangiare il tuo pancreas…
La frase…
