- TITOLO ORIGINALE: VASASU;
- REGIA: RYUHEI KITAMURA;
- CAST: TAK SAKAGUCHI, HIDEO SAKAKI, CHIEKO MISAKA, KENJI MATSUDA, YUICHIRO ARAI, MONORU MATSUMOTO, KAZUHITO OBA;
- DURATA: 115minuti;
- ANNO: 2000;
- GENERE: HORROR;
- VOTO: 7.
Alla ricerca di qualche vecchio film, mi sono imbattuto in Versus, opera diretta da Ryuhei Kitamura nel 2000. Fin dalle prime scene si capisce che non ci si trova davanti a un film convenzionale. Versus è un miscuglio di generi che unisce horror, zombie, samurai, arti marziali, azione e persino qualche sfumatura poliziesca, dando vita a un’esperienza cinematografica decisamente fuori dagli schemi. È uno di quei film che difficilmente si riescono a classificare, ma che proprio per questo riescono a incuriosire fin dall’inizio.
Trama
La storia prende il via con due detenuti appena evasi dal carcere che raggiungono una misteriosa foresta per incontrare i complici incaricati di aiutarli nella fuga. Quando il gruppo si riunisce, i nuovi arrivati portano con sé una giovane ragazza rapita poco prima su ordine del loro misterioso capo. L’incontro degenera rapidamente e tra i criminali iniziano a emergere tensioni sempre più forti. Uno dei due fuggiaschi, destinato a diventare l’eroe della vicenda, decide di ribellarsi ai propri compagni e durante lo scontro riesce a liberare la ragazza e insieme si addentrano nella fitta foresta nel tentativo di sfuggire agli inseguitori. Ben presto, però, scoprono che quel luogo nasconde qualcosa di molto più terrificante. La foresta è infestata da orde di zombie che rendono ogni tentativo di fuga ancora più disperato. L’arrivo del misterioso capo cambierà completamente il significato della storia. Emergono infatti inattese verità che collegano l’Eroe, la Ragazza e il loro enigmatico antagonista attraverso un legame molto più profondo di quanto si potesse immaginare. Da quel momento gli eventi precipitano in un crescendo di combattimenti, sparatorie e rivelazioni…
Impressioni
Esprimere un giudizio su Versus non è affatto semplice. Mi sono trovato davanti a un’opera estremamente particolare, quasi controversa per il mio modo di intendere il cinema. È un film che sembra voler mettere insieme qualsiasi elemento possa rendere spettacolare una scena, senza preoccuparsi troppo di mantenere un’identità precisa. L’horror rappresenta sicuramente una componente importante, soprattutto grazie alla presenza di numerosi zombie che ricordano chiaramente il cinema di George A. Romero. Allo stesso tempo, però, il film cambia continuamente registro, trasformandosi in un action movie ricco di combattimenti con spade, arti marziali e sparatorie che coinvolgono praticamente ogni personaggio. Il risultato è un susseguirsi di scene ad alto ritmo dove convivono elementi tipici del cinema di samurai, del “cappa e spada”, dello splatter e dell’action più sfrenato. La trama, inoltre, si rivela molto più articolata di quanto sembri inizialmente. I tre personaggi principali (l’Eroe, il Cattivo e la Ragazza) sono legati da un rapporto che viene svelato gradualmente e che porta la storia verso sviluppi inaspettati. Pur non essendo sempre facile seguire ogni passaggio, questo mistero rappresenta uno degli aspetti più interessanti del film. Durante la visione ho riconosciuto diversi omaggi ai grandi maestri del genere. Alcune sequenze ricordano chiaramente il cinema di Romero, mentre altre richiamano in maniera evidente Sam Raimi e il suo La casa, soprattutto nei celebri movimenti di macchina rasoterra che attraversano la foresta seguendo l’azione. Un altro elemento che mi ha colpito è il modo in cui il film sembra prendersi continuamente gioco di sé stesso. Alcune espressioni volutamente sopra le righe del Cattivo, le sue risate quasi caricaturali e certe pose eroiche del protagonista sembrano quasi voler omaggiare e allo stesso tempo ironizzare sugli stereotipi del cinema action e horror. Questa componente autoironica rende l’intera esperienza ancora più particolare, perché il film riesce a essere serio e sopra le righe nello stesso momento, senza perdere la propria identità. Informandomi dopo la visione, ho scoperto che Versus racchiude praticamente tutte le passioni cinematografiche di Ryuhei Kitamura. Il regista investì moltissimo nella realizzazione dell’opera e, con il passare degli anni, il film è diventato un vero cult soprattutto negli Stati Uniti.
Conclusione
Versus è un film esplosivo sotto ogni punto di vista. Non cerca il realismo né una narrazione lineare, ma punta tutto sul divertimento, sull’azione e sull’energia delle sue scene. È un’opera che probabilmente piacerà soprattutto agli appassionati del cinema splatter e action giapponese, a chi ama vedere zombie, spade, arti marziali e sparatorie convivere nello stesso film senza troppe spiegazioni. Personalmente l’ho trovato un film tanto assurdo quanto affascinante, a tratti lascia più domande che risposte, ma riesce comunque a intrattenere grazie al suo ritmo frenetico e a un finale che, da solo, rende la visione decisamente appagante. Non è un film per tutti, ma se si entra nel suo spirito ci si ritrova davanti a una piccola follia cinematografica che ancora oggi conserva un suo fascino.
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Anche tu hai l’amnesia?
dal film Versus di Ryuhei Kitamura.
No, ho solo la memoria corta.
