Sword Art Online 1


  • TITOLO ORIGINALE: SOTO ATO ONRAIN;
  • REGIA: TOMOHIKO ITO;
  • PUNTATE: 25 (1aSERIE);
  • ANNO: 2012;
  • GENERE: FANTASY;
  • VOTO: 8.

E così, dopo un po’ di tempo, sono arrivato alla conclusione della prima stagione di Sword Art Online, anime tratto dalla light novel di Reki Kawahara. Il genere medieval-fantasy, specialmente quando intrecciato con il mondo virtuale, è qualcosa che mi ha sempre affascinato, non so bene spiegare il motivo, ma questi universi mi catturano completamente. SAO non ha fatto eccezione, fin dal primo episodio mi sono ritrovato immerso in un mondo che prometteva avventura, tensione e una buona dose di emotività.

Trama

La storia ruota attorno a Sword Art Online, un VRMMORPG in cui i giocatori, tramite un casco chiamato NerveGear, possono immergersi totalmente nella realtà virtuale. Il giorno dell’apertura, migliaia di persone si collegano entusiaste. Tuttavia l’ideatore del gioco, Akihiko Kayaba, li convoca e comunica una verità sconvolgente, cioè è impossibile effettuare il log-out e chiunque nel mondo reale tenti di rimuovere il casco morirà. Inoltre, se un giocatore muore all’interno di SAO, muore anche nella vita reale. L’unico modo per sopravvivere è completare il gioco, scalando i cento livelli della torre di Aincrad e sconfiggendo il boss finale. Kirito, ex beta tester, decide di affrontare l’avventura in solitaria, senza unirsi stabilmente a una gilda. Forte della sua esperienza, combatte in prima linea, aiutando chi è in difficoltà e contribuendo alla progressione dei livelli più avanzati. Con il passare dei mesi, la realtà virtuale diventa l’unica realtà possibile, mentre il numero dei sopravvissuti diminuisce. Nel suo cammino Kirito incontra molti personaggi, tra cui Asuna, con cui nascerà un legame profondo e sincero.

Impressioni

L’idea di base è assolutamente intrigante e la prima puntata è magnetica, perché crea immediatamente quella voglia di proseguire, di scoprire cosa accadrà e di seguire l’evoluzione di Kirito e Asuna. Con il procedere degli episodi, però, ho percepito qualche cedimento. Tra una puntata e l’altra emergono salti temporali piuttosto evidenti, come eventi importanti che vengono raccontati a posteriori senza essere mostrati direttamente. Le battaglie della “prima linea”, l’evoluzione del rapporto tra Kirito e Asuna, alcuni passaggi fondamentali, sembrano accadere fuori campo. Per uno come me, che ama vedere lo sviluppo passo dopo passo, questo lascia un leggero senso di incompiutezza. La prima stagione è divisa in due parti, la prima ambientata interamente all’interno di SAO, la seconda sviluppa nuove dinamiche che non anticipo per evitare spoiler, ma che ampliano l’universo narrativo e mettono alla prova i rapporti costruiti fino a quel momento. La seconda parte mantiene un buon livello di coinvolgimento, ma introduce dinamiche che ho trovato meno convincenti, in particolare alcuni momenti legati al rapporto tra Kirito e Suguha. Anche il finale della stagione appare forzatamente conclusivo con alcune soluzioni narrative che sembrano accelerate, perdendo quella progressione graduale che aveva caratterizzato l’inizio. Detto questo, SAO resta un’opera intensa. L’amore tra Kirito e Asuna è uno dei punti più forti dell’intera stagione, così come il messaggio di speranza che attraversa la serie. Il comparto grafico è eccezionale, con animazioni curate, scenari suggestivi e combattimenti carichi di pathos. Le scene d’azione sono tra le migliori del genere, capaci di alternare adrenalina e momenti di vera tragicità.

Conclusione

Sword Art Online non è un anime perfetto, ha evidenti buchi narrativi e qualche scelta discutibile, ma non per questo è un’opera mediocre. Anzi, è un anime bello, coinvolgente, emotivo, che per chi ama il fantasy rappresenta quasi una tappa obbligata. Un mondo virtuale che riesce a far battere il cuore come fosse reale. Personalmente sono rimasto soddisfatto, nonostante le pecche. E sono curioso di proseguire con le stagioni successive e con il film che si colloca tra la seconda e la terza. Perché, al di là di tutto, Aincrad resta un luogo in cui vale la pena tornare.

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Revisione della recensione: 15-02-2026.