River’s Edge


  • TITOLO ORIGINALE: RIBASU EJJI;
  • REGIA: ISAO YUKISADA;
  • CAST: FUMI NIKAIDO, RYO YOSHIZAWA, SHUHEI UESUGI, AOI MORIKAWA, SHIORI DOI;
  • DURATA: 118minuti;
  • ANNO: 2018;
  • GENERE: DRAMMATICO;
  • VOTO: 7,5.

River’s Edge è stato uno dei primi titoli che avevo inserito nella mia lista dei film da recuperare. È passato molto tempo prima di decidermi a guardarlo, quasi come se dovessi essere pronto ad affrontare una storia così particolare e morbosa. Coincidenza vuole che sia proprio il primo film visto in questo 2026. Diretto da Isao Yukisada e ispirato al manga di Kyoko Okazaki, River’s Edge è una visione che non cerca di compiacere, ma di colpire dritto allo stomaco.

Trama

Haruna Wakagusa è una studentessa delle superiori che vive con la madre e frequenta la scuola insieme alle sue amiche, tra cui Rumi. La sua vita scorre apparentemente in modo normale, finché scopre che il suo ragazzo, Kannonzaki, è uno dei principali responsabili degli atti di bullismo contro Ichiro Yamada, un compagno di classe introverso e solitario. Dopo aver scoperto più volte alle violenze, Haruna affronta Kannonzaki e inizia ad aiutare Ichiro. Tra i due nasce una strana amicizia, fragile e condizionata dal carattere chiuso del ragazzo. Un giorno Ichiro decide di fidarsi completamente di Haruna e le mostra quello che definisce il suo “tesoro”, un cadavere nascosto tra le sterpaglie lungo il fiume. La scoperta sconvolge Haruna, ma allo stesso tempo le fa comprendere quanto Ichiro sia solo, abbandonato da tutti. L’unica altra persona che gli sta vicino è Kozue, una ragazza bella, alla moda e modella di successo, ma profondamente distrutta dalla bulimia e dall’odio verso il proprio corpo e nonostante sia circondata da persone, anche lei vive una solitudine assoluta. Questo trio fragile e disfunzionale si muove in un mondo fatto di ipocrisie, violenze, silenzi e crudeltà quotidiane, dove ogni personaggio sembra trascinato dal proprio destino.

Impressioni

River’s Edge mi ha colpito come uno schiaffo improvviso. È un film che porta sullo schermo la tragicità dell’essere umano senza filtri, senza protezioni, senza pietà. Ambientato negli anni ’90, restituisce un’atmosfera cupa, quasi grunge, dove ogni personaggio è intrappolato in una sofferenza diversa. Haruna rappresenta una normalità apparente, fatta di scuola, amicizie e un fidanzato che nasconde una violenza inquietante. Ichiro è la vittima per eccellenza, continuamente umiliato, picchiato, spogliato della propria dignità, trova rifugio nei sogni e in una resistenza silenziosa che fa male quanto le ferite fisiche. Kozue, invece, incarna la contraddizione più crudele, bella, ammirata, ma interiormente distrutta, incapace di accettarsi. Intorno a loro ruotano altri personaggi che completano questo spaccato di una gioventù smarrita, come la “finta” ragazza di Ichiro, Rumi con la sua apparente spensieratezza, e Kannonzaki, simbolo di una violenza che nasce dall’insicurezza e dal bisogno di dominare. Il film è emotivamente durissimo. Alcune scene di sesso sono forti e a tratti disturbanti, forse non sempre necessarie, ma utili a comprendere la psicologia di personaggi come Kannonzaki e Rumi. Nulla è lì per compiacere, tutto serve a costruire un quadro crudele ma tremendamente umano.

Conclusione

River’s Edge è un film difficile, cupo, emotivamente violento. Non è una visione per tutti, ma è una di quelle opere che restano addosso. Racconta una generazione persa, intrappolata tra solitudine, bullismo, ipocrisia e dolore, senza mai offrire soluzioni facili. Un film che sorprende, ferisce e fa riflettere, mostrando il lato più fragile e oscuro dell’animo umano. Consigliato.

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Credo di voler vedere apparire qualcosa di totalmente diverso dalla realtà.

dal film river’s Edge di Isao Yukisada