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Re:Zero – Starting life in another world

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RE:ZERO – STARTING LIFE IN ANOTHER WORLD

E’ stato molto difficile fare una recensione per “Re:Zero – Starting life in another world”; ho scritto e riscritto il post, spero che questa volta mi vada bene. Il perché di questa difficoltà è nata dal fatto che Re:Zero è un ottimo prodotto non priva di difetti che invogliano incredibilmente a scoprire sempre di più su questo bellissimo anime. Grazie al sito di streaming Crunchyroll ho visto tutte le 25 puntate in poco meno di due settimane, una full-immersion che non mi era mai capitato di fare con un anime, ma la trama di Re:Zero ti rapisce completamente. Re:Zero parla di Subaru, un hikkikomori, che una sera improvvisamente si trova catapultato in un mondo medieval-fantasy senza apparente motivo. Stranamente è felice di questo, visto che lui ha sempre giocato in giochi di ruolo fantasy, e inizia così a girovagare per la città incappando subito in un gruppo di delinquenti che vuole derubarlo. Salvato da una mezz’elfa di nome Emilia, Subaru decide di ringraziare la ragazza, di cui tra l’altro si innamora perdutamente, aiutandola a trovare una gemma che gli era stata rubata. Verso sera i due trovano la piccola ladra di nome Felt, ma purtroppo incontrano anche una donna pericolosissima che vuole quell’oggetto e per averlo uccide tutti, compreso Subaru. Fine della storia? Assolutamente no! Incredibilmente Subaru, dopo la sua morte, si ritrova “spannato” al punto di partenza, cioè dove era stato catapultato la prima volta che era arrivato in quel mondo. Il ragazzo scopre così che ha il potere di ritornare dalla morte, proprio come nei videogiochi, in un determinato punto della storia come una specie di check point, in più riesce a ricordare tutto quello che è successo prima e in questo modo ha la possibilità di modificare gli eventi futuri. Il destino però è molto duro con lui, infatti le sue innumerevoli morti strazianti e dolorose che “vivrà” lo porteranno al limite della follia, perché purtroppo modificare la storia e quindi salvare tutte le persone intorno a lui, non è per niente facile.

Come avrete notato la trama è molto intrigante, sei sempre lì in piena apprensione per capire come andranno avanti gli eventi e sopratutto se Subaru riuscirà non solo a salvarsi, ma a salvare le persone intorno a lui, visto che purtroppo la morte è una costante della storia. Oltre alla trama, i disegni, le animazioni e le musiche sono ottime, i personaggi visivamente perfetti e rispecchiano un po’ tutti i canoni dei personaggi fantasy. Qui iniziano però i difetti di Re:Zero; chi ha visto l’anime noterà come la maggior parte dei personaggi non hanno una storia, cioè non si capisce il vero ruolo che hanno oppure non si sa niente della loro vita, proprio come Subaru stesso, il protagonista, dove non si scoprirà mai il perché sia stato evocato in quel mondo, oppure della co-protagonista, Emilia, dove non si sa assolutamente nulla di lei. Qualche accenno si ha sul conte Roswall e i pretendenti al trono di Lugunica, ma decisamente poco e gli unici personaggi a cui viene dato un certo rilievo “storico” sono le gemelle Ram e Rem, dove per mezza puntata si scopre la loro storia, e la bellissima e struggente vita di Willhem Van Astrea, l’anziano spadaccino e la sua storia d’amore con la defunta moglie. Nemmeno i vari cattivi, come la donna che uccide per la prima volta Subaru, si sa chi è e perché vuole la gemma rubata da Felt, quindi si evidenziano buchi nella visione dell’anime che ti lasciano “assetato” di notizie. Poi alcuni personaggi, che oserei dire importanti, appaiono e scompaiono come d’incanto, come per esempio la piccola Felt che da ladra diventa una delle cinque pretendenti al trono. Il suo personaggio appare solo in tre puntate per poi sparire senza dare spiegazioni alcune e sopratutto facendosi chedere “che fine ha fatto?”. Le uniche costanti sono Subaru, Emilia, Rem e Ram e il mio personaggio preferito Felix, il cavaliere di una delle pretendenti al trono che ha le sembianze di un gatto e si veste da donna, anche se poi è un m”nekomimi” maschio.

Come avete notato i difetti potrebbero lasciar l’amaro in bocca, ma in realtà tiene in vita l’anime stesso perché dopo aver visto tutta la storia ecco che si ha voglia di leggere per esempio la Light Novel da cui è ispirata la serie, oppure lo stesso manga, giusto per scoprire qualcosa in più, quindi i difetti diventano incredibilmente punti di forza; inoltre Re:Zero si appresta ad avere altre stagioni possibili (si vocifera di una seconda stagione nel 2018), perché si possono dare evoluzioni enomrmi sui punti in sospeso di tutti i personaggi, Subaru compreso, dando vita ad una saga quasi infinita.

Alla fine la mia considerazione finale di “Re:Zero – Starting life in another world” è più che positiva, penso di aver visto uno dei anime più belli degli ultimi anni, che mi hanno fatto sussultare il cuore, innamorare di tutti i personaggi, di ritrovare un personaggio preferito (Felix) dopo tanto tempo. Un anime bellissimo, intrigante, ben realizzato anche se non senza difetti, che ti lascia fantasticare su Emilia, Rem, Ram, Crusch Karsten, Anastasia Hoshin, Priscilla Barielle o Felix.

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