- TITOLO ORIGINALE: MONONOKE;
- REGIA: KENJI NAKAMURA;
- PUNTATE: 12;
- ANNO: 2007;
- GENERE: FANTASTICO, HORROR, MISTERO;
- VOTO: 8.
Questa serie, uscita su Netflix nel 2024, ha attirato subito il mio interesse grazie alla composizione grafica, molto originale e “intrigante”.
Trama
La storia segue le vicende dello Speziale, un enigmatico esorcista che vaga per il Giappone feudale alla ricerca di spiriti maligni noti come Mononoke. Lo Speziale, riconoscibile per i suoi misteriosi segni sul visto e per la sua calma imperturbabile, ha il compito di eliminare questi spiriti per liberare i luoghi o le persone che ne sono afflitti. Tuttavia il processo di esorcismo non è semplice, perché prima di poter brandire la sua spada e sconfiggere il Mononoke, lo Speziale deve scoprire tre elementi fondamentali dell’essere. Per prima cosa deve scoprire la “Forma” dello spirito, che rappresenta la sua manifestazione fisica, poi la “Verità” ovvero la causa profonda della sua esistenza, e infine la “Ragione”, che spiega il motivo per cui lo spirito ha preso vita. Solo dopo aver svelato questi misteri, lo Speziale è in grado di compiere l’esorcismo liberando definitivamente il mondo dal Mononoke.
Impressioni
“Mononoke” è una serie anime che, nonostante sia stata rilasciata nel 2007, mantiene una freschezza visiva e narrativa che la rende unica ancora oggi. Derivato da un arco narrativo della serie “Ayakashi: Samurai Horror Tales” (che non ho mai visto ndr), “Mononoke” segue le enigmatiche avventure dello Speziale, un protagonista di cui si sa poco o nulla. La sua figura misteriosa sembra vagare per il Giappone feudale come uno spirito, cercando incessantemente Mononoke da esorcizzare. Uno degli aspetti più affascinanti di questa serie è la sua estetica grafica che si distingue per uno stile visivo straordinariamente originale e “intrigante”, con una palette di colori vivida ma equilibrata che alterna tonalità accese e cupe. L’anime ricorda uno spettacolo teatrale giapponese, con scenografie che sembrano prese direttamente da un’opera kabuki o da un teatro di burattini, arricchite da personaggi tratti dal folklore giapponese. “Mononoke” è molto più di una semplice serie horror, è una fusione di questo genere con il mistero e il folklore giapponese, il tutto immerso in una narrazione profondamente psicologica. I temi esplorati spaziano dalla dualità della natura umana, alla lotta interna tra bene e male, fino alla difficoltà di confrontarsi con il proprio passato. Ogni episodio è una sorta di enigma da risolvere, con lo spettatore che si unisce allo Speziale nel suo viaggio per svelare i segreti nascosti dietro ogni Mononoke. L’uso dei sipari che si aprono e chiudono continuamente, conferisce alla serie un ritmo particolare, ricordando allo spettatore che ciò che sta guardando è tanto una storia di fantasmi quanto un’esplorazione delle profondità dell’animo umano. La serie è composta da 12 episodi, divisi in cinque storie distinte, alcune delle quali si estendono su più episodi. L’ultimo arco, Bakeneko, è particolarmente interessante perché, a differenza degli altri, non è ambientato nel Giappone feudale, ma all’inizio del 1900, offrendo così un contrasto temporale che arricchisce ulteriormente la narrazione.
In definitiva, “Mononoke” è un’opera che sfida le convenzioni degli anime, offrendo una narrazione complessa e visivamente ipnotica, capace di rimanere impressa nella mente dello spettatore molto tempo dopo la sua visione.
Conclusione
“Mononoke” è una serie che va oltre il semplice racconto dell’orrore, è un’esplorazione delle profondità dell’animo umano, con una narrazione complessa e visivamente ipnotica, il tutto avvolto in un pacchetto visivo straordinario, Consigliatissimo.
Il webmaster manuenghel © 2024
Sono solo un semplice speziale…
dalla serie anime Mononoke di Kenji Nakamura.
