- TITOLO ORIGINALE: MINARI;
- REGIA: LEE ISAAC CHUNG;
- CAST: STEVEN YEUN, HAN YE-RI YOUN YUH-JUNG, WILL PATTON;
- DURATA: 115minuti;
- ANNO: 2020;
- GENERE: DRAMMATICO;
- VOTO: 8.
Questo film lo aspettavo da tempo, grazie anche alle musiche che avevo conosciuto qualche tempo fa, e improvvisamente ho scoperto una sera che stava per iniziare sul canale Rai Movie e così l’ho visto con grande trepidazione..
Trama
La famiglia Yi si trasferisce dalla città alla campagna dell’Arkansas per inseguire il sogno di Jacob, il capofamiglia. Jacob è determinato a coltivare prodotti coreani da rivendere a Dallas, dove esiste una grande comunità coreana. Con entusiasmo si dedica alla sua nuova avventura agricola, facendosi aiutare da Paul, un uomo strampalato e di buon cuore. Deciso a ridurre le spese, Jacob rifiuta di pagare per un’installazione di un pozzo e trova da solo una fonte d’acqua per irrigare i campi. Nel frattempo, la moglie Monica è tutt’altro che contenta della loro nuova vita. La casa in cui vivono è lontana dall’ospedale più vicino, e la loro situazione finanziaria è precaria, aggravata dai prestiti che hanno dovuto contrarre. Monica è particolarmente preoccupata per il loro figlio più piccolo, David, che soffre di una malattia cardiaca e necessita di cure costanti. Per arrotondare, sia Jacob che Monica continuano a lavorare in un pollaio, dove selezionano i pulcini tra maschi e femmine. Il rapporto tra Jacob e Monica comincia a deteriorarsi a causa delle crescenti tensioni e per alleviare la situazione, decidono di far venire dalla Corea la madre di Monica, Soon-ja, per aiutare con le faccende domestiche e badare ai figli. Soon-ja è una donna dal carattere forte e dai modi poco convenzionali, che non si conforma all’idea tradizionale di nonna. David, abituato a una certa distanza culturale, inizialmente non la accetta e la vede come un’estranea, tuttavia, col passare del tempo, il rapporto tra nonna e nipote si consolida. Soon-ja riesce a conquistare David con la sua tenacia e il suo spirito, e insieme piantano il Minari, una pianta coreana, in un vicino bosco. Purtroppo la tranquillità della famiglia Yi è presto scossa da una serie di eventi sfortunati che mettono alla prova le loro relazioni e il loro futuro.,,
Impressioni
“Minari” è un film uscito inizialmente in sordina, ma che ha conquistato grande attenzione vincendo il premio della giuria al Sundance Film Festival del 2020 e il Golden Globe come miglior film straniero. Il film esplora con estrema sensibilità temi come immigrazione, adattamento culturale e resilienza familiare, offrendo uno sguardo profondo sulle sfide e le gioie della vita di una famiglia di immigrati coreani nell’America degli anni ’80. La narrazione è centrata sulla figura di Jacob, il capofamiglia, che è disposto a sacrificare tutto per realizzare il suo sogno di coltivare la terra e migliorare la vita della sua famiglia. Questo sogno rappresenta per lui una speranza di riscatto e un futuro migliore, ma allo stesso tempo lo porta ad essere egoista, talvolta trascurando i bisogni e le preoccupazioni dei suoi cari. In contrasto a Jacob c’è Monica, una figura pragmatica che cerca di mantenere un equilibrio nella fragile situazione economica della famiglia. Le sue preoccupazioni sono amplificate dalla salute precaria del figlio più piccolo, David, che soffre di problemi cardiaci e necessita di cure costanti. Anche Anne, la figlia maggiore, offre un prezioso supporto alla madre, aiutando a gestire la difficile situazione. L’arrivo di Soon-ja, la nonna materna, aggiunge una nuova dinamica alla famiglia. Con il suo carattere unico e fuori dagli schemi, Soon-ja diventa un punto di riferimento, specialmente per David. Nonostante iniziali diffidenze e incomprensioni, il legame tra nonna e nipote si rafforza, offrendo momenti di tenerezza e crescita reciproca. Nel corso del film la famiglia Yi affronta eventi drammatici e realistici che mettono alla prova la loro unità e forza interiore. “Minari” diventa così un ritratto realistico di una famiglia povera che lotta per emergere, con una narrazione che tocca il cuore grazie alla sua autenticità e profondità. Le interpretazioni degli attori sono ottime, in particolare quella di Youn Yuh-jung, che ha vinto l’Oscar come miglior attrice non protagonista per il ruolo di Soon-ja, e di Han Ye-ri, che interpreta Monica con una intensità emotiva straordinaria. Le musiche del film sono semplicemente perfette, dolci e malinconiche, riescono a catturare l’essenza delle emozioni dei personaggi e si sono fatte strada anche nelle stories dei vari social media.
Conclusione
“Minari” è un film che racconta una storia di speranza e resilienza e lo fa con delicatezza e poesia che lo rendono un’opera da vedere con il cuore aperto. Consigliatissimo.
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Il Minari è qualcosa di meraviglioso.
dal film Minari di Lee Isaac Chung.
