Maison Ikkoku (1986)

Maison Ikkoku (1986)

MAISON IKKOKU – FANTASY APARTMENT

Il primo film in live action su Maison Ikkoku era nella mia lista da tempo immemore, perché ero preoccupato per quello che avrei visto, soprattutto dopo alcune immagini, ma come sempre…

Trama

La storia di questo “live action” ruota intorno alle persone che vivono o passano per l’Ikkoku-kan. Un giorno si presenta nello stabile Kyoko Otonashi, la nuova amministratrice, che dovrà fare i conti con gli inquilini, uno più strano dell’altro. In particolare conoscerà Yusaku, un ragazzo che si innamora subito di lei e che deve fare i conti con gli esami di ammissione all’università. Mentre i giorni passano, si scoprirà il segreto di Kyoko e di alcuni personaggi che frequentano l’Ikkoku-kan.

Impressioni

Questo film dedicato a Maison Ikkoku è qualcosa di veramente particolare, che fa storcere il naso agli amanti della serie manga/anime di Rumiko Takahashi, ma che secondo me, se analizzato bene, in realtà è un ottimo film. Premetto che per me Maison Ikkoku è l’anime-manga più bello che ho mai visto, è la mia serie preferita in assoluto, ecco perché ho sempre avuto paura di vedere questo film, che dal trailer presagiva qualcosa di terribile. La prima parte del film è particolare, con una presentazione di tutti i personaggi come Kyoko Otonashi, Yusuke Godai, Yotsuya, Echinose e Akemi. Nel corso del film si aggiungono due personaggi enigmatici, non presenti nella storia originale, che rafforzano il film, dandogli una strada ben diversa dall’opera di Rumiko Takahashi. La prima di queste persone è una donna che è convinta di essere la fidanzata di Yotsuya e che quest’ultimo l’ha salvata da un annegamento. Il secondo invece è un uomo che, dopo la morte della moglie, decide di vivere la propria vita ai limiti. Entrambi, proprio come Kyoko, sono in un limbo esistenziale che li porta a non andare avanti e ad affrontare i propri problemi. Sarà l’Ikkoku-kan, cioè la Maison Ikkoku, a fare da legame tra tutti i personaggi e a ridare incredibilmente la voglia di vivere a tutti. La seconda parte del film è molto intensa e si discosta dall’opera originale, dando un tocco molto adulto e profondo. Il perno della storia è l’intreccio dei nuovi personaggi con quelli “storici”, tutti uniti da Casa Ikkoku.

Le differenze con l’opera originale sono tantissime, si può affermare che questo film prende solo spunto da Maison Ikkoku di Rumiko Takahashi, per poi evolversi in una natura propria. A parte i due nuovi personaggi, non c’è traccia di Mitaka, una figura molto importante e forse viene sostituita dalle scene in cui Kyoko partecipa a un Omiai, un matrimonio combinato. La stessa Maison Ikkoku è completamente diversa, in stile occidentale. Il film stesso adesso risente degli anni, con le sue musiche e interpretazioni un po’ fuori dalle righe che seguono fino ad un certo punto la storia.

Ho scoperto che il film fu proiettato nei cinema giapponesi in concomitanza con la puntata 23 della serie animata. Siccome nel film vengono utilizzate le due canzoni di Gilbert O’Sullivan “Get Down” e “Alone Again”, proprio per la serie animata usarono come sigle di apertura e chiusura le suddette canzoni come forma di promozione. Questo svela il mistero del perché quelle due sigle vennero usate solo per una puntata.

Conclusione

Maison Ikkoku è un film che offre una visione alternativa e adulta della storia, mantenendo però intatto lo spirito della Maison Ikkoku come luogo di incontri, crescita e cambiamento per tutti i suoi abitanti. Consigliato.

TITOLO ORIGINALE: MAISON IKKOKU – FANTASY APARTMENT; REGIA: SHINICHIRO SAWAI; CAST: KEN ISHIGURO, MARIKO ISHIHARA, MASATO IBU, YUMIKO FUJITA, YOSHIKO MIYAZAKI; DURATA: 115minuti; ANNO: 1986; GENERE: SENTIMENTALE.

VOTO: 7,5. Il webmaster manuenghel © 2024

Non ero l’amministratore dell’Ikkoku-kan o Kyoko Otonashi. Ero come un gatto. Mi sono sentita così e mi sono sentita meglio.

La frase…