Made in Abyss


  • TITOLO ORIGINALE: MEIDO IN ABISU;
  • REGIA: MASAYUKI KOJIMA;
  • PUNTATE: 25 (COMPLETO);
  • ANNO: 2017;
  • GENERE: DRAMMATICO, FANTASTICO;
  • VOTO: 9,5.

Ci sono anime che iniziano in punta di piedi, con disegni quasi infantili, un’atmosfera delicata e fiabesca… e poi ti colpiscono con una potenza narrativa che non ti aspetti. Made in Abyss è stato così per me. Lo conoscevo di nome, attratto dalle immagini particolari e da quella grafica diversa dal solito. Volevo qualcosa di ben realizzato visivamente, e non immaginavo che mi sarei trovato davanti a un piccolo capolavoro. E come accade solo con le storie migliori, mi ha travolto.

Trama

La storia ruota attorno a Riko, una bambina orfana che vive in un orfanotrofio nella città costruita attorno a una misteriosa voragine chiamata Abisso. L’Abisso è un luogo oscuro, profondo e pericoloso, pieno di creature sconosciute, ambienti surreali e rovine dimenticate e nessuno è mai riuscito a esplorarlo completamente. Gli esploratori vi si addentrano in cerca di tesori e conoscenza, ma molti non tornano mai indietro. C’è però un terribile prezzo da pagare, una maledizione che colpisce chi tenta di risalire dall’Abisso. Più si scende, più il corpo e la mente vengono distrutti nel tentativo di tornare in superficie. Dal quarto strato in giù, si dice che sia impossibile risalire senza gravi conseguenze. Un giorno, durante un’esplorazione nel primo strato, Riko viene attaccata da una creatura e viene salvata da una misteriosa entità, Reg, un ragazzo robotico privo di memoria. In poco tempo i due legano e, poco dopo, Riko scopre che sua madre, una leggendaria esploratrice, potrebbe essere ancora viva da qualche parte nelle profondità dell’Abisso. È così che Riko decide di partire per un viaggio di sola andata, accompagnata da Reg, per scendere nell’Abisso e ritrovare sua madre o almeno scoprirne il destino.

Impressioni

Made in Abyss è stata una sorpresa potente. Le prime puntate ti ingannano con un’atmosfera dolce e leggera, ma appena il viaggio inizia sul serio BUM! Vieni catapultato in un mondo crudele, spietato e bellissimo. La narrazione si fa profonda, oscura e tremendamente emotiva. I personaggi, come Ozen o Nanachi, sono scritti con una cura incredibile, ognuno con il proprio passato tragico e una personalità che si scolpisce lentamente nel cuore dello spettatore. La cosa che mi ha colpito di più è l’equilibrio tra il lato tenero e quello horror dell’anime. Scene visivamente dolci si alternano a momenti di dolore e angoscia, creando un contrasto devastante ma perfettamente dosato. Le ultime tre puntate della prima serie sono state una vera botta emotiva. lo ammetto, ho pianto. La grafica è superlativa, soprattutto considerando che è un anime del 2017. I fondali sono ricchi di dettagli, ogni strato dell’Abisso ha una sua estetica e atmosfera specifica. La regia riesce a trasmettere senso di meraviglia, ma anche ansia e claustrofobia. Il character design “puccioso” dei protagonisti crea un paradosso straniante quando si scontrano con l’orrore del mondo in cui vivono.

Conclusione

Made in Abyss è, senza esagerare, uno degli anime più intensi che abbia visto negli ultimi anni, con una storia avvincente, commovente e spesso dolorosa, ma mai fine a sé stessa. Ogni emozione è calibrata, ogni episodio aggiunge un pezzo fondamentale a un puzzle narrativo che ti lascia col fiato sospeso. Consigliatissimo.

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Revisione della recensione: 13-07-2025.

Mi chiamo Nanachi. Per gli esploratori come voi sono quel che si dice un Residuo.

La frase…