L’incantevole Creamy


  • TITOLO ORIGINALE: MAHO NO TENSHI KURIMI MAMI;
  • REGIA: OSAMU KOBAYASHI;
  • PUNTATE: 52;
  • ANNO: 1983;
  • GENERE: MAJOKKO;
  • VOTO: 7,5.

Inizio con L’incantevole Creamy è una serie animata del genere “maghette” e che ha segnato un’epoca, soprattutto negli anni ’80. Pur non essendo mai stato un grande appassionato di questo tipo di storie, Creamy per me è stata una vera sorpresa, capace di conquistarmi completamente. Ancora oggi mi basta pensare alla sigla cantata da Cristina D’Avena per farmi tornare indietro nel tempo: “Parimpampum… eccomi qua…”.

Trama

La protagonista è Yu Morisawa, una bambina che, durante un incontro straordinario, conosce Pino Pino, un piccolo extraterrestre proveniente da un mondo lontano. Come ricompensa per averlo aiutato, Yu riceve un dono speciale. La possibilità di trasformarsi per un anno in una ragazza più grande, grazie a poteri magici. A sorvegliare e accompagnare Yu in questa nuova esperienza restano sulla Terra Posi e Nega, due gattini incaricati di custodire il segreto dei suoi poteri. Entusiasta, Yu inizia subito a sperimentare questa nuova identità, trasformandosi in Creamy. Per una serie di coincidenze e vicissitudini si ritrova presto a entrare nel mondo dello spettacolo, diventando una giovane idol amata dal pubblico. Da qui prendono forma le sue avventure, divise tra la vita quotidiana di una bambina e quella segreta di una celebrità, con tutte le difficoltà e le emozioni che ne derivano.

Impressioni

L’incantevole Creamy è stata la prima “maghetta” prodotta da Studio Pierrot e ha avuto un ruolo fondamentale nel portare questo genere alla ribalta, aprendo la strada a molte altre serie diventate poi iconiche. L’anime è composto da 52 episodi, una durata tutto sommato contenuta, che permette alla storia di svilupparsi in modo scorrevole. Molte puntate seguono una struttura semplice, quasi quotidiana, senza particolari complessità narrative, tuttavia, verso il finale la serie acquisisce una profondità inaspettata, riuscendo a diventare anche emotivamente intensa. Uno degli aspetti che più colpiscono è il comparto visivo. Considerando che si tratta di una produzione del 1983, la qualità grafica è davvero notevole e lo stile è pulito, espressivo, che ancora oggi conserva un certo fascino. In Italia Creamy è arrivata nel 1985 all’interno del celebre programma Bim Bum Bam, che ha avuto un ruolo fondamentale nella diffusione degli anime nel nostro paese. Curiosa la scelta di italianizzare alcuni nomi secondari, come Duenote Ayase o il signor Pentagramma, mentre i protagonisti principali hanno mantenuto i nomi originali, come Yu Morisawa e Toshio. Ma al di là degli aspetti tecnici e storici, ciò che resta davvero è il legame emotivo. Creamy è una serie che riesce a mescolare leggerezza e malinconia, sogno e realtà, parlando in modo semplice, ma efficace, di crescita, identità e desiderio di essere qualcun altro, anche solo per un po’.

Conclusione

Non potevo non dedicare uno spazio a L’incantevole Creamy, una serie che ho amato profondamente dalla prima all’ultima puntata. Forse oggi può apparire superata sotto alcuni aspetti, ma il suo valore resta intatto per chi l’ha vissuta. È uno di quegli anime che non si limitano a intrattenere, ma restano impressi nel tempo, accompagnandoti con un senso di nostalgia che non svanisce mai davvero. E in fondo, basta una canzone per far riaffiorare tutto. Consigliatissimo.

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Revisione della recensione: 01-05-2026.

Parimpampum… Eccomi qua…
Parimpapum… ma chi lo sa…

La frase…