Lamu’ – La ragazza dello spazio


  • TITOLO ORIGINALE: URUSEI YATSURA;
  • REGIA: MAMORU OSHII, KAZUO YAMAZAKI;
  • PUNTATE: 195 (versione giapponese) – /218 (versione italiana) (COMPLETO);
  • ANNO: 1981;
  • GENERE: FANTASTICO;
  • VOTO: 9.

Con il rifacimento parziale della serie storica del 1981, eccomi a scrivere finalmente la recensione di un anime che è stato il primo a farmi battere il cuore.

Trama

La storia inizia quando gli Oni, una razza aliena intenzionata a conquistare la Terra, offre un’opportunità agli umani per evitare l’invasione. La sfida consiste nel selezionare un terrestre a caso che dovrà toccare le corna di Lamù, la figlia del capo degli Oni, entro dieci giorni. Se il terrestre scelto riuscirà nell’impresa, la Terra sarà salva. Il computer seleziona Ataru Moroboshi, un liceale notoriamente donnaiolo e sfortunato, che frequenta il liceo Tomobiki. Ataru, nonostante la sua reputazione, accetta la sfida con riluttanza. Lamù, una ragazza aliena affascinante ma capace di volare e dotata di poteri elettrici, rende la gara una sfida rocambolesca. Tra inseguimenti folli, cadute dai tetti, e incidenti comici, Ataru cerca disperatamente di toccare le corna di Lamù, e ci riesce all’ultimo istante. Tuttavia, la vittoria di Ataru si trasforma rapidamente in un incubo quando, nell’euforia del momento, grida che finalmente si sposerà. Lamù, fraintendendo l’intenzione di Ataru, accetta la proposta, credendo che lui voglia sposarla. Così inizia un’infinita serie di equivoci e situazioni assurde, con Lamù che si innamora perdutamente di Ataru e lo segue ovunque, scatenando gelosie, risate e una miriade di guai.

Impressioni

“Lamù – La ragazza dello spazio” è un anime giapponese che ha lasciato un’impronta indelebile nella storia dell’animazione, un’opera che ha saputo conquistare il cuore degli spettatori con la sua combinazione unica di commedia, fantascienza e situazioni surreali. Diretto nelle sue prime 100 puntate circa dal celebre Mamoru Oshii, il quale ha dato un’impronta inconfondibile alla serie, l’anime deriva dall’omonimo manga di Rumiko Takahashi, una delle più grandi mangaka di tutti i tempi, autrice anche di altri capolavori come Maison Ikkoku, Ranma 1/2 e Inuyasha. Nonostante alcune differenze tra i personaggi tra l’anime e il manga, l’adattamento animato riesce a catturare l’essenza della storia originale. La serie è stata prodotta dallo Studio Pierrot e dallo Studio Deen, due pilastri dell’animazione giapponese, e ha raggiunto la notevole cifra di 195 episodi nella versione giapponese, mentre in Italia questi 195 sono diventati 218 a causa di alcune spezzature. È interessante notare che il penultimo episodio, il 194, è una replica dell’episodio 44, scelto come il più amato dal pubblico giapponese attraverso un sondaggio. Il fascino di “Lamù” risiede anche nella sua capacità di adattare il materiale originale del manga con creatività. Molti episodi sono stati arricchiti con aggiunte originali, specialmente durante la direzione di Oshii, altri invece riflettono fedelmente le storie originali, ma sono ambientati in periodi differenti per aggiungere ulteriore profondità alla narrazione. L’anime copre circa tre quarti del manga, ma la mancanza di adattamenti completi è stata colmata dalla produzione di numerosi OAV. A fine 2021 è stata annunciata una nuova serie televisiva di 46 episodi, uscita nel 2023, che adatta episodi selezionati tratti dal manga, offrendo la possibilità di scoprire questo capolavoro alle nuove generazioni.

In Italia, “Lamù” è arrivata negli anni ’80, divenendo subito un cult, e successivamente è stata riproposta su piattaforme streaming. Un aspetto curioso e ancora avvolto nel mistero è legato alla sigla italiana dell’anime, diventata iconica. Il titolo originale della canzone, il cantante che l’ha interpretata e la versione completa del brano sono ancora sconosciuti, poiché non esiste una registrazione ufficiale. Nonostante numerose ricerche, l’identità dei cantanti rimane incerta, anche se alcune ipotesi sono state avanzate recentemente.

Rivisitando l’anime da adulto ho riscoperto alcuni episodi che, già anni fa quando li vidi per la prima volta, avevano lasciato un’impronta indelebile nella mia memoria. Tra questi la puntata 67 (la numero 44 in Giappone), dove Lamù scompare momentaneamente da Tomobiki lasciando Ataru con una bambolina con le sue sembianze, creando un’atmosfera di nostalgia e malinconia. La puntata 89 che racconta del compleanno di Ataru e della tristezza che prova quando sembra che Lamù non se ne ricordi, un episodio che mostra un lato più vulnerabile del protagonista. Infine, la puntata 98, ambientata su un’isola deserta, offrendo un racconto surreale e inquietante in cui i personaggi “muoiono” uno dopo l’altro, fino ad arrivare ad Ataru, ripercorrendo la filastrocca inglese “Chi ha ucciso il gallo Robin”.

Conclusione

Lamù – La ragazza dello spazio” non è solo un anime di culto, ma un’opera che continua a emozionare e divertire, grazie alla sua capacità di mescolare commedia, fantasia e romanticismo, il tutto condito da un cast di personaggi indimenticabili e le sue storie imprevedibili e assurde.

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Tesuruccio…

dalla serie anime Lamu’ – La ragazza dello spazio.