La libreria del venerdì


  • TITOLO ORIGINALE: KIN’YOBI NO HON’YA-SAN;
  • SCRITTO DA: SAWAKO NATORI;
  • ANNO DI PUBBLICAZIONE IN ITALIA: 2025;
  • ANNO DI PUBBLICAZIONE IN GIAPPONE: 2016;
  • EDITO IN ITALIA DA: FELTRINELLI.
  • VOTO: 8.

Come spesso mi accade, quando sono in cerca di una nuova lettura, qualcosa mi ha chiamato. Un sussurro leggero, quasi impercettibile, che per magia mi ha portato tra le mani La Libreria del Venerdì. All’inizio ero scettico, con quella sensazione fastidiosa di star per leggere qualcosa di già visto, già sentito, e invece no. Questo libro mi ha sorpreso, travolto, e lentamente conquistato con la sua delicatezza, la sua dolcezza e una gentilezza rara, capace di farsi sentire pagina dopo pagina.

Trama

Fumiya è un ragazzo schiacciato dalla propria vita, incapace di affrontare la malattia del padre, ricoverato in ospedale, u uomo d’affari facoltoso, legato al mondo delle librerie, che un giorno gli aveva regalato un libro ora perduto. Cercando informazioni online, Fumiya scopre l’esistenza di una piccola e misteriosa libreria nascosta all’interno della stazione ferroviaria di Nohara, la Libreria del Venerdì. Spinto più dalla necessità che dalla convinzione, decide di visitarla e qui incontra Makino, la manager della libreria, una figura magnetica e intuitiva, capace di leggere le persone prima ancora dei libri. È lei a condurre Fumiya in un binario dismesso, trasformato in un grande magazzino sotterraneo, alla ricerca del volume perduto. All’interno della libreria Fumiya conosce anche Yasu, il proprietario dallo sguardo duro e dal look quasi yakuza, ma con un cuore sorprendentemente grande, e Sugawa, taciturno e gentile, che gestisce un piccolo caffè all’interno della libreria. In questo luogo sospeso, Fumiya non solo ritroverà la forza di affrontare il libro che cerca, simbolicamente la propria vita, ma finirà anche per essere assunto, entrando a far parte di quel microcosmo fatto di storie, persone e letture. Da qui si apre un susseguirsi di personaggi, ognuno con il proprio passato, le proprie ferite e un libro da ritrovare. Perché la lettura, in questa storia, accompagna e attraversa le vite di tutti.

Impressioni

La Libreria del Venerdì mi ha colpito profondamente, non solo per la scrittura lieve e dolce, ma per la quantità di significati che riesce a veicolare senza mai forzare la mano. Ci si aspetta una cosa e invece il libro prende un’altra direzione, più intima e autentica. Il mio scetticismo iniziale nasceva dal timore di trovarmi di fronte all’ennesima variazione sul tema di Finché il caffè è caldo, vista la recente proliferazione di romanzi simili. Eppure, leggendo, tutto si dipana con naturalezza, qui non c’è artificio, ma un vero percorso di crescita. Fumiya è un protagonista fragile, timido, incapace di affrontare il dolore, ma proprio per questo estremamente umano. Intorno a lui ruotano personaggi che restano impressi come Makino, affascinante e solare, che ogni volta che si sistema i capelli sembra far passare un fruscio d’aria tra le pagine, Yasu, forte e impulsivo solo in apparenza e Sugawa, una presenza silenziosa che si svela lentamente, proprio come il suo carattere. La libreria diventa così un luogo di passaggio e di rinascita. Studenti, bambini, adulti entrano con un obiettivo preciso, trovare un libro del passato o del presente, qualcosa che riesca a parlare direttamente al cuore e a farlo traboccare di emozioni. Makino diventa il perno di tutte queste vite, perché grazie alla sua sensibilità e alla sua capacità di ascolto, riesce sempre a trovare il libro giusto, trasformando ogni incontro in un piccolo momento di cambiamento.

Conclusione

La Libreria del Venerdì è una lettura gentile e mai superficiale. Un romanzo che parla di crescita e rinascita senza alzare la voce, affidandosi alla forza silenziosa dei libri e delle persone. Una storia che sorprende proprio perché non cerca di stupire, ma accompagna il lettore con grazia, lasciando una sensazione calda e persistente anche dopo l’ultima pagina. Consigliatissimo.

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Leggere è un’esperienza personale, al massimo grado. Alcune persone reagiscono a certi elementi, altre sono sensibili ad altri. Ognuno legge come vuole.

dal libro La libreria del Venerdì di Sawako Natori.