Ip Man


  • TITOLO ORIGINALE: YE WEN; 
  • REGIA: WILSON YIP; 
  • CAST: DONNIE YEN, SIMON YAM, FAN SIU-WONG, HIROYUKI IKEUCHI; 
  • DURATA: 105 MINUTI;
  • ANNO: 2008;
  • GENERE: AZIONE, ARTI MARZIALI;
  • VOTO: 7.

A volte capita che un film, di cui hai sentito parlare per anni, ti incuriosisca sempre di più fino a diventare quasi un appuntamento inevitabile. Questo mi è successo con Ip Man di Wilson Yip, un film del 2008 dedicato al celebre maestro di arti marziali cinesi, che finalmente sono riuscito a vedere in televisione.

Trama

La storia non è una vera biografia, ma una semi-ricostruzione romanzata della vita del maestro Ip Man, celebre esponente del Wing Chun. Siamo nella città di Foshan, piccolo centro culturale e fulcro delle arti marziali del sud della Cina, poco prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Ip Man è già conosciuto come imbattibile, ma combatte raramente e solo a porte chiuse, rifiutando di insegnare la sua arte per dedicarsi esclusivamente alla famiglia. L’invasione giapponese in Cina cambia tutto, la piccola Foshan viene occupata, la popolazione viene ridotta alla fame e anche Ip Man perde ogni avere, costretto a lavorare nelle miniere di carbone. Quando il generale giapponese Miura organizza combattimenti fra maestri cinesi e guerrieri giapponesi, la morte di un caro amico spinge il Maestro a sfidare dieci avversari contemporaneamente. Da quel momento inizia il confronto diretto con l’oppressione militare, in una lotta che va oltre la sopravvivenza personale…

Impressioni

Guardare Ip Man è stato come fare un salto tra storia e leggenda, da una parte ci sono le atrocità dell’invasione giapponese, dall’altra il lato più spettacolare del cinema marziale, con coreografie che sanno essere al tempo stesso eleganti e brutali. Donnie Yen è perfetto nei panni del maestro, carismatico, intenso, capace di trasmettere disciplina e dolore interiore. La sua interpretazione tiene in equilibrio il lato umano e quello epico del personaggio. Anche Hiroyuki Ikeuchi, nel ruolo del generale Miura, porta credibilità e presenza scenica. Quello che mi ha colpito è il ritmo, perché il film alterna momenti intimi e familiari a esplosioni di azione che non perdono mai in forza e realismo. C’è anche quel tocco di “cappa e spada” orientale che rende la visione avvincente, ricordando i grandi classici del genere.

Conclusione

Ip Man è anche un film di arti marziali, perché cerca di raccontare, seppur romanzato, di un uomo che è diventato leggenda. Consigliato.

Revisione della recensione: 28-09-2025

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