- TITOLO ORIGINALE: MIZUUMI;
- SCRITTO DA: BANANA YOSHIMOTO;
- ANNO DI PUBBLICAZIONE IN ITALIA: 2015;
- ANNO DI PUBBLICAZIONE IN GIAPPONE: 2005;
- EDITO IN ITALIA DA: I NARRATORI FELTRINELLI;
- VOTO: 8.
“Il lago” di Banana Yoshimoto è un libro che ho scoperto per caso e che mi ha permesso di apprezzare ancora di più l’abilità unica dell’autrice nel toccare le corde del cuore con incredibile delicatezza.
Trama
Il libro racconta di una pura e semplice storia d’amore tra due ragazzi molto differenti che si conoscono per caso guardandosi dalle finestre dei propri appartamenti. Essi diventano un tutt’uno ancor prima di scambiarsi una parola, ma purtroppo Nakajima ha un passato che lo tormenta e lotta ogni giorno per “resuscitare” dal suo destino rovinato, mentre Chihiro, colpita da un lutto, intreccia una relazione improbabile e con fondamenta fragili. In tutto questo il magico torna alla ribalta facendo coinvolgere i due ragazzi dai due amici di Nakajima, Mino e Chii, legati al ragazzo da una linea invisibile e mistica.
Impressioni
Il libro è un viaggio emotivo che esplora temi come la solitudine, il dolore e la guarigione. I protagonisti, Chihiro e Nakajima, sono due anime ferite che si trovano e si sostengono a vicenda, formando un legame profondo e sincero. La loro relazione si sviluppa con lentezza e autenticità, riflettendo le sfumature delle emozioni umane in modo toccante e realistico. La scrittura di Yoshimoto è sempre poetica e contemplativa, capace di trasmettere sensazioni sottili e profonde con una semplicità disarmante. Ogni parola è scelta con cura, creando un ritmo che accompagna il lettore attraverso le emozioni dei personaggi e le loro riflessioni interiori.
Conclusione
“Il lago” è un libro che colpisce per la sua capacità di esplorare le profondità dell’animo umano con grazia e sensibilità, come Banana Yoshimoto sa sempre fare.
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Revisione della recensione: 30-06–2024.
Amare non significa soltanto preoccuparsi l’uno dell’altro, abbracciarsi, voler stare insieme. Ci sono momenti in cui comunichiamo più con il silenzio che con le parole.
dal libro Il lago di Banana Yoshimoto.
