- TITOLO ORIGINALE: HANA TO ARISU – SATSUJIN JIKEN;
- REGIA: SHUNJI IWAI;
- DURATA: 99MINUTI;
- ANNO: 2015;
- GENERE: DRAMMATICO, COMMEDIA;
- VOTO: 8.
Ero alla ricerca di un film originale, non troppo intricato e dalla visione leggera, quando quasi per caso mi sono imbattuto in Hana e Alice – Il caso di omicidio, lungometraggio animato diretto da Shunji Iwai. L’opera rappresenta il prequel di un precedente film live action dello stesso regista e, pur partendo da presupposti apparentemente semplici, riesce a costruire una storia coinvolgente, misteriosa e sorprendentemente divertente.
Trama
Tetsuko “Alice” Arisugawa si trasferisce insieme alla madre, una scrittrice, in una nuova abitazione. Fin dai primi giorni nota qualcosa di strano, una ragazza della sua età la osserva continuamente dalla casa vicina e, come se non bastasse, nella sua nuova camera trova alcuni vecchi test scolastici dai risultati disastrosi nascosti nell’armadio. L’atmosfera diventa ancora più bizzarra quando Alice inizia a frequentare la nuova scuola. La sua insegnante le assegna uno dei due banchi che nessuno utilizza e che vengono lasciati intenzionalmente impolverati. Sul pavimento, sotto quei banchi, sono presenti delle misteriose scritte e i compagni continuano a raccontare una leggenda inquietante legata a Giuda, circondato dalla storia delle sue presunte “quattro mogli”. Una compagna di classe, Mutsu, arriva addirittura ad accusare Alice di aver liberato questo spirito maligno e organizza una singolare cerimonia per sigillarlo nuovamente. Sebbene Alice si dimostri piuttosto scettica, non riesce a ignorare completamente il mistero che sembra avvolgere la sua nuova scuola. Spinta dalla curiosità, inizia così a indagare sulla leggenda di Giuda, ma ogni nuova informazione sembra aumentare la confusione. Tutti sembrano sapere qualcosa e allo stesso tempo nessuno sa davvero nulla. L’unica certezza è che tutto ruota attorno a un misterioso ragazzo chiamato Yuda, scomparso nel nulla. Le indagini conducono Alice proprio alla ragazza che la osservava dalla casa di fronte, Hana, una giovane reclusa che sembra conoscere molto bene la vicenda. Le due finiscono così per unire le forze nel tentativo di ricostruire la verità sulla scomparsa di Yuda e comprendere il motivo per cui Hana sia così profondamente legata a questa storia.
Impressioni
Hana e Alice – Il caso di omicidio è uno di quei film che colpiscono immediatamente per il loro stile visivo estremamente originale. L’animazione alterna modelli moderni, disegni più lineari e persino semplici schizzi monocromatici, creando un risultato particolare, ma incredibilmente efficace. Ciò che ho apprezzato maggiormente è la volontà del regista di non inseguire la perfezione estetica. I personaggi, in alcuni momenti, vengono rappresentati in maniera volutamente grezza e semplificata, ma questa scelta riesce a trasmettere con grande efficacia le loro emozioni e i loro stati d’animo. Le protagoniste sono caratterizzate in modo eccellente. Alice è una ragazza spontanea, curiosa e profondamente libera. Si lascia trascinare dagli eventi senza troppe esitazioni e proprio questa sua natura la porta a vivere una serie di situazioni spesso assurde, a volte divertenti e altre volte sorprendentemente significative. Nel corso delle sue indagini incontra personaggi particolari e scopre dettagli importanti quasi senza accorgersene, come se fosse guidata più dall’istinto che da una reale volontà investigativa. Hana rappresenta invece il suo opposto. È riflessiva, introversa e vive isolata dal mondo a causa di un evento che la lega profondamente alla scomparsa di Yuda. La ragazza porta sulle spalle un forte senso di colpa e il timore di essere in qualche modo responsabile della sorte del ragazzo che ama. La forza del film risiede proprio nel rapporto che nasce tra queste due personalità così diverse. Attraverso le loro interazioni il mistero prende forma e lo spettatore viene trascinato in una storia che riesce a essere contemporaneamente intrigante, leggera e ironica. Nonostante il titolo possa far pensare a un thriller complesso, il racconto mantiene sempre un tono accessibile e dinamico. Non ci sono momenti di “stanca” e la narrazione procede con naturalezza, dosando bene gli elementi di mistero e le situazioni più comiche. Il risultato è una storia che scorre velocemente e che arriva al finale con una visione completa e soddisfacente degli eventi.
Conclusione
Hana e Alice – Il caso di omicidio è un film che riesce a mescolare con grande equilibrio thriller, commedia e dramma, dando vita a un’opera originale e profondamente personale. Grazie a due protagoniste memorabili, a una narrazione coinvolgente e a uno stile visivo fuori dagli schemi, il lungometraggio di Shunji Iwai si rivela una piacevole sorpresa. È uno di quei film che riescono a raccontare un mistero senza mai diventare pesanti, lasciando spazio alle emozioni, all’amicizia e a una sottile ironia che accompagna l’intera visione. Consigliatissimo.
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Anche se è una bugia o un’illusione, per adesso voglio bearmi di questa felicità.
dal film anime Hana e Alice
