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Hack.sign

Era da tanto tempo che volevo vedere questo anime, lo seguivo silenziosamente, ma purtroppo non ho mai avuto la possibilità di guardarlo e poi finalmente ci sono riuscito grazie al canale Man-ga della piattaforma Sky. Partiamo subito con i giudizi? Ma no dai, giudicare è sempre brutto, diciamo che è meglio fare considerazioni personale più che giudizi, non trovate? Ma partiamo con la trama, dissipata in 28 puntate all’interno del gioco The World, dove un giocatore di nome Tsukasa vaga per il gioco smarrito e intimidito. Il problema che affligge Tsukasa è che non riesce a fare il log-out da The World, è on-line perennemente e non sa il perché, in pratica ora la sua vita scorre all’interno di questo openworld basato su scenari medieval-fantasy. Grazie ad altri giocatori che incontrerà nel suo cammino, come Mimiru, Beat e Subaru, Tsukasa cercherà di scoprire cosa sta succedendo a lui e anche cosa stia succedendo al gioco, dove una strana ombra sembra tessere le dinamiche di The World.

Ovviamente non vado oltre, perché rischierei di fare spoiler, ma pressapoco questa è la trama, una continua ricerca della verità sul protagonista, sugli altri personaggi e sopratutto sul gioco. La mia considerazione finale, dopo aver visto tutte le puntate è quella di aver ammirato un bel anime, tranquillo senza troppe sorprese. Devo dire però che all’inizio e fino alla meta della serie o poco più ero combattuto sul continuare a vederlo, perché ero arrivato al punto di trovare insopportabile il personaggio di Tsukasa, remissivo, piagnucolone, ma poi mi sono reso conto che invece il personaggio era quasi perfetto. Strano vero? In pratica la caratterizzazione dei personaggi è completamente coerente con il loro carattere, per esempio Tsukasa ha una vita “reale” molto particolare che lo fa diventare completamente vulnerabile, ed ecco perché ha un carattere debole ed è sempre impaurito nel gioco. In pratica i personaggi del gioco hanno il carattere dei loro giocatori nella vita reale e questo secondo me è un punto fortissimo dell’anime. Per esempio nell’anime Re:Zero il personaggio principale è incoerente con la sua “vita precedente”, mentre qui i personaggi sono a dir poco perfetti. In più la storia la definirei quasi come un libro giallo, una specie di spy story, una cosa del genere, perché in effetti tutte le puntate sono indirizzate verso una continua ricerca di risposte a numerosi quesiti e alla fine, con mio grande sollievo, vengono date risposte certe… XD La nota forse stonata che ho trovato è stata la lentezza, cioè troppi lunghi dialoghi tra i vari personaggi che a volte stancano e i pochi combattimenti presenti sono semplici, senza troppe dinamiche, e quindi purtroppo fa pesare un po’ la visione dell’anime. Comunque sia nel complesso, la mia considerazione finale è di aver visto un ottimo prodotto, graficamente ben realizzato e anche ben doppiato tra l’altro. Hack.Sign inoltre ha un universo dietro di lui, tra giochi per Play Station e Pc, in più se si legge la pagina di Wikipedia sull’anime c’è anche una storia di background, quindi Hack è qualcosa di più di un semplice anime. Una chicca è le ultime puntate finali dove ci sono due puntate dedicate a Mimiru e poi una terza dove c’è una reunion di tutti i personaggi ad un anno di distanza dagli eventi dell’anime. Consigliatissimo!

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