Ghost in the shell


  • TITOLO ORIGINALE: GHOST IN THE SHELL;
  • REGIA: RUPER SANDERS;
  • CAST: SCARLETT JOHANSSON, TAKESHI KITANO, MICHAEL PITT, JULIETTE BINOSCHE, RILA FUKUSHIMA;
  • DURATA: 106minuti;
  • ANNO: 2017;
  • GENERE: FANTASCIENZA;
  • VOTO: 7,5.

I live action stanno invadendo il panorama cinematografico da qualche anno, con fortune alterne, e quando Hollywood ha annunciato l’adattamento di Ghost in the Shell, una delle opere culto di Masamune Shirow, ammetto di essere stato tra gli scettici. Eppure, con la regia di Rupert Sanders, Scarlett Johansson nel ruolo della protagonista e una lavorazione lunga e meticolosa, questo live action ha saputo sorprendermi. Certo, con le dovute differenze rispetto al manga e all’anime, ma il risultato finale è stato più che dignitoso.

Trama

In un futuro prossimo, la tecnologia ha raggiunto livelli avanzatissimi, dove il corpo umano può essere potenziato, sostituito o integrato con parti cibernetiche. La Hanka Corporation è leader nel settore della robotica e ha realizzato un corpo interamente biomeccanico, capace di ospitare un’anima umana, da loro definita un ghost. Il Maggiore Mira Killian è il primo esperimento riuscito. Dopo un incidente quasi mortale, la sua coscienza è stata trasferita in un corpo sintetico, diventando un’arma perfetta al servizio di una divisione governativa anticrimine. Quando un misterioso cyber criminale inizia ad assassinare membri della Hanka, Mira e la sua squadra dovranno scoprire la verità dietro questi omicidi. Una verità che metterà in discussione tutto ciò che Mira sa di sé e di ciò che è.

Impressioni

Non dev’essere stato facile trasporre un’opera così iconica, perché Ghost in the Shell è più di una semplice storia di fantascienza, è una riflessione filosofica su identità, memoria e umanità. Eppure il film del 2017 riesce, in buona parte, a rispettarne lo spirito. Visivamente è uno spettacolo. con gli effetti speciali di livello altissimo, ambientazioni cyberpunk che ricordano Blade Runner, sequenze d’azione ben coreografate e una fotografia dai colori accesi che, pur essendo forse troppo saturata, restituisce una Tokyo futuristica davvero affascinante. Scarlett Johansson è credibile nel ruolo del Maggiore, distante, tormentata, alla ricerca di risposte. Riesce a trasmettere quel senso di vuoto e spaesamento che accompagna il personaggio per tutto il film. E anche il resto del cast funziona con Pilou Asbaek nei panni di Batou è sorprendente, così come Takeshi Kitano, sempre solido. Unico appunto? L’estetica del corpo sintetico di Mira. La “tuta” chiara che dovrebbe ricordare la pelle artificiale risulta un po’ troppo rigida, quasi ingombrante e in alcune scene stona con l’agilità che il personaggio dovrebbe avere. Ma è davvero un dettaglio minore in un contesto ben costruito.

Conclusione

Ghost in the Shell è, secondo me, una delle migliori trasposizioni live action di un’opera giapponese. Non è perfetto, certo, e come ogni adattamento sacrifica qualcosa della complessità originale, ma lo fa con rispetto e con una cura che raramente si vede. Consigliatissimo.

Il webmaster manuenghel © 2018-2025

Revisione della recensione: 29-06-2025.

Tu non sei soltanto un’arma, tu hai un’anima, un Ghost. Soltanto vedendo la nostra eccezionalità come una virtù possiamo trovare la pace.

La frase…