- TITOLO ORIGINALE: MAHO NO YOSEI PERUSHA;
- REGIA: TAKASHI ANNO;
- PUNTATE: 48 (COMPLETO);
- ANNO: 1984;
- GENERE: MAJOKKO;
- VOTO: 7.
Devo ammetterlo, era davvero tantissimo tempo che volevo rivedere Evelyn e la magia di un sogno d’amore, non necessariamente tutte le puntate, magari anche solo qualche episodio sparso, ma sentivo proprio il desiderio di tornare a quell’anime che avevo visto una sola volta quando ero adolescente, ai tempi della storica trasmissione Bim Bum Bam. Chi è della mia generazione sicuramente ricorderà quanto fosse importante quella finestra televisiva per gli anime giapponesi. Tra le numerose serie del genere majokko, le cosiddette “maghette”, Evelyn è sempre rimasta tra quelle che mi erano piaciute di più e insieme a Magica Magica Emi, era una delle serie che mi avevano colpito maggiormente. Naturalmente nel panorama del genere spicca sempre L’Incantevole Creamy, forse la serie che più rappresenta questo filone, ma negli anni ho visto davvero tante maghette come Lulù l’angelo tra i fiori, Bia la sfida della magia, I bon bon magici di Lilly, Il magico mondo di Gigì e molte altre. Eppure Evelyn ha sempre avuto per me qualcosa di speciale. Quando ho scoperto che era disponibile in streaming, non ho resistito e ho iniziato a guardarlo appena avevo qualche momento libero. Ed è stato come fare un salto indietro nel tempo.
Trama
La protagonista è Evelyn, una bambina che vive in Africa insieme al professor Willy e ai suoi due nipoti gemelli, Roby e Ricky. I suoi genitori, invece, vivono in Giappone e dopo tanti anni arriva finalmente il momento per Evelyn di raggiungerli. Durante il viaggio in aereo verso il Giappone, però, accade qualcosa di straordinario, l’aereo viene risucchiato in una dimensione parallela chiamata Sogno d’Amore. Qui Evelyn incontra tre piccoli kappa molto simpatici, che le spiegano la situazione del loro mondo. Il regno dei sogni è infatti intrappolato in un inverno eterno, i sogni degli esseri umani sono congelati e non riescono più a realizzarsi. Per salvare questo mondo, Evelyn riceve una missione speciale, quella di usare il potere dell’amore per liberare l’energia dei sogni e riportare la primavera nel regno di Sogno d’Amore. Grazie ai poteri magici ricevuti, Evelyn può trasformarsi in una versione più adulta e assumere diverse identità e professioni, aiutando le persone a realizzare i loro sogni. Durante le sue avventure conoscerà anche Kenji, un giovane pianista legato a una storia che la lega a lei, perché era innamorato della principessa del mondo di Sogno d’Amore. Non potendo vivere questo amore impossibile, la principessa si è rinchiusa in una stella di ghiaccio cadendo in un sonno profondo. Ed è proprio questo evento ad aver congelato il regno dei sogni. Evelyn si ritrova così al centro di un intreccio che coinvolge il destino di questo mondo magico e le sue stesse scelte.
Impressioni
Rivedere Evelyn con gli occhi di oggi è stata un’esperienza molto particolare. Da adolescente lo guardavo con entusiasmo puro, mentre oggi, con uno sguardo più maturo, emergono anche alcune ingenuità. Per esempio, l’Africa rappresentata nella serie è piuttosto fantasiosa, più che un paesaggio africano sembra quasi una campagna collinare piena di prati verdi in stile europeo. Alcune situazioni sono al limite del grottesco e certe dinamiche narrative appaiono decisamente semplici, ma è proprio questa semplicità che fa parte del fascino della serie. Ci sono personaggi davvero memorabili, come i tre kappa, così come il leone che si trasforma in un gatto e accompagna Evelyn per tutta la storia. Alcuni episodi sono più profondi e importanti di altri, introducendo personaggi chiave come Kenji o il folletto Bon Bon, che contribuiscono a dare maggiore continuità alla trama. La serie conta 48 episodi, ciascuno della durata classica di circa venti minuti. Forse oggi potrebbero sembrare un po’ troppi per una storia di questo tipo e probabilmente con meno episodi il ritmo sarebbe stato più efficace, ma resta comunque una serie molto piacevole. Il personaggio di Evelyn è uno degli aspetti migliori, perché è allegra, spontanea, quasi selvaggia nel suo modo di affrontare il mondo. Usa i suoi poteri in modo spesso comico e ironizza persino sul proprio ruolo di maghetta. Alcune scene sono davvero divertenti, come quando nella prima puntata si perde a Tokyo perché non riesce a scendere dal treno in tempo, oppure quando tenta di trasformarsi, ma non ricorda la formula magica. Sono momenti semplici ma molto efficaci che ricordo con cuore. Evelyn e la magia di un sogno d’amore si colloca storicamente tra L’Incantevole Creamy e Magica Magica Emi, tutte produzioni dello Studio Pierrot. Non a caso in Magica Magica Emi compaiono piccoli riferimenti a Evelyn, come poster o giocattoli dedicati ai personaggi. Nel 1987 uscì anche un OAV, purtroppo mai arrivato ufficialmente in Italia, e il personaggio comparve anche nel mediometraggio Majokko Club: Alien X – Terrore dalla dimensione A, insieme alle altre eroine dello studio. In Giappone fu pubblicato anche un manga tratto dalla serie, composto da nove tankōbon.
Conclusione
Evelyn e la magia di un sogno d’amore resta una piccola pietra miliare del genere majokko. E’ una serie semplice, ironica e divertente, capace di regalare momenti leggeri e nostalgici, un anime senza troppe pretese, ma con un cuore sincero. E, per chi come me è cresciuto con queste storie, rivederlo significa ritrovare un pezzetto della propria adolescenza. Consigliato.
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Desiderio, magia di un sogno d’amore, magia di un sogno d’amore!
dalla serie Evelyn e la magia di un sogno d’amore.
